Rivoluzione digitale e made in Italy nel campo della biopsia

12 febbraio 2016 ore 20:52, Andrea Barcariol
Pemetterà di analizzare le cellule una a una come se fossero pixel. E' la nuova tecnologia digitale made in Italy realizzata dalla Silicon Biosystems Menarini, azienda con base a Bologna e a San Diego creata da due giovani ricercatori italiani. "Con il nuovo test sarà possibile digitalizzare le cellule tumorali di un campione anche esiguo, analizzarle una per una isolandole come gruppi omogenei e mapparne il genoma mettendolo a confronto con quello delle cellule sane presenti nella biopsia" - ha spiegato Gianni Medoro, inventore della tecnologia. "Grazie alla nostra tecnica possiamo disgregare la biopsia fino ad avere una sospensione di cellule libere che vengono passate nel sistema per essere digitalizzate una per una - ha sottolineato Nicolò Manaresi, Chief Scientific Officer di Silicon Biosystems Menarini e coordinatore dello studio - In pratica, ciascuna cellula diventa un 'pixel' che può essere seguito e analizzato, con una precisione di analisi estrema che consente di eliminare il "rumore di fondo" inevitabilmente presente quando le cellule tumorali sono poche o non tutte esprimono le stesse mutazioni".

Rivoluzione digitale e made in Italy nel campo della biopsia
Già utilizzato nei laboratori di ricerca i risultati più recenti del suo impiego su biopsie di tumori solidi sono stati appena pubblicati su Scientific Reports, la rivista del gruppo Nature. Poter valutare le diverse popolazioni cellulari aiuterà quindi a riconoscere quelle con il più alto potenziale di generare metastasi, il primo passo per bloccarle in modo efficace. La ricerca sta già impiegando la nuova metodologia per lo studio dell'eterogeneità dei tumori e la caratterizzazione delle popolazioni di cellule neoplastiche e in futuro i ricercatori sperano di poter impiegare il metodo per la diagnosi e la stratificazione dei pazienti: “Individuare con precisione estrema le cellule tumorali e le loro specifiche caratteristiche – ha spiegato Manaresi – significa poterle colpire con farmaci disegnati ad hoc che siano efficaci sulle cellule malate, potendo valutare in anticipo con estrema precisione la risposta effettiva del tumore alle terapie disponibili”. Una vera rivoluzione, insomma, che aiuterà nella lotta al cancro, di solito eterogeneo perché va incontro a modifiche cellulari dinamiche continue che generano sottotipi tumorali diversi, ciascuno con un differente potenziale di malignità: in alcuni casi cloni tumorali presenti in scarsa quantità ma altamente aggressivi possono essere responsabili dello sviluppo veloce e maligno del cancro.


 
 
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