Mamme a casa dopo 6 ore dal parto. Sperimentazione a Firenze: "Tante richieste"

12 gennaio 2016 ore 8:05, Andrea Barcariol
Meno di una giornata di lavoro: a casa dopo soltanto 6 ore dal parto. E' la sperimentazione partita dall’ospedale Torregalli di Firenze rivolta alle donne che abbiano già avuto almeno un figlio con parto naturale. Presupposti fondamentali: che mamma e bambino stiano bene, che nei 9 mesi di gravidanza non ci siano stati problemi di alcun tipo e che vengano superati i controlli prima di uscire. L'obiettivo è quello di evitare medicalizzazioni superflue e liberare posti letto in ospedale, sempre più preziosi. Addio dunque ai due o tre giorni canonici perché secondo le stime fatte un bambino su cinque potrebbe andare a casa subito. Un progetto pilota che durerà 6 mesi e potrebbe essere esteso a Firenze in altri tre punti nascita (Annunziata, Borgo San Lorenzo e Careggi), mentre sono diversi gli ospedali in tutta Italia che hanno richiesto informazioni sulla procedura messa a punto.

Mamme a casa dopo 6 ore dal parto. Sperimentazione a Firenze: 'Tante richieste'
"Finora abbiamo avuto una buona risposta e tutto è filato liscio, con allattamenti esclusivi al seno ben avviati e mamme felici dell'esperienza - sottolinea Marco Pezzati, direttore del dipartimento materno infantile dell'azienda sanitaria di Firenze. - Le richieste sono state molte, ma quelle soddisfatte poco più di una decina perché i requisiti molto restrittivi sono un bell'imbuto. Prima di allentarli vogliamo renderci conto se la procedura avviata regge bene". Una volta dimessi mamma e neonato non sono lasciati a loro stessi, “ma continuano ad essere seguiti con tutte le dovute attenzioni”, spiega Pezzati. Gli appuntamenti per le visite di controllo vengono programmate prima delle dimissioni e il giorno dopo il parto una ostetrica si reca in visita domiciliare dalla mamma e dal bebè per assicurarsi che stiano bene. Nei giorni successivi sono saranno loro invece a tornare in ospedale per sottoporsi ai controlli ostetrico. Un progetto ben costruito ma difficile da esportare in altre regioni dove spesso il settore della sanità rappresenta un buco nero: “Per creare un percorso di questo genere c’è bisogno di una rete territoriale molto forte e di una sinergia ospedale-territorio davvero efficiente. Solo così è possibile garantire la sicurezza della mamma e del bebè anche a domicilio”, conclude Pezzati. Dieci anni fa l'esperimento fallì in fa Piemonte, la regione commissionò uno studio sulla fattibilità della dimissione velocissima su larga scala, ma il progetto non venne mai attuato proprio per la difficoltà di assistere madri e figli a domicilio.









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