I misteri ecografici del caso Bryan. Il Maggiore di Parma sotto accusa per nato senza gambe

12 gennaio 2016 ore 10:14, Americo Mascarucci
Nessuna inchiesta, almeno per ora, dovrebbe essere aperta dalla magistratura sul caso del piccolo Bryan, il neonato venuto alla luce all’ospedale Maggiore di Parma con una grave malformazione alle gambe mai rilevata durante la gravidanza.
I legali dei genitori del bambino hanno chiesto di fare chiarezza sull’accaduto e l’Azienda ospedaliera a sua volta ha inviato una dettagliata relazione alla Procura di Parma. Anche se il Procuratore capo di Parma ha dichiarato che il caso sarà vagliato scrupolosamente, allo stato attuale non si ipotizzerebbero reati a carico dei medici, pubblici e privati, che hanno seguito la gravidanza. Rilievi penali potrebbero emergere nel caso in cui fosse accertato che la malformazione del neonato è stata determinata da imperizia o negligenza dei medici che a quel punto potrebbero essere accusati di lesioni colpose; ma se, come emergerebbe dalla relazione dell’Azienda, la malformazione era pregressa a quel punto i genitori potrebbero rivalersi sull’ospedale soltanto in forma civilistica ossia richiedendo i danni per non essere stati preventivamente informati del fatto che il figlio poteva nascere con la malformazione poi riscontrata. Comportamento censurabile ma non punibile sul piano penale. 

L'avvocato dei genitori di Bryan, Silvia Gamberoni conferma la mancanza dell'ecografia morfologica: "Non risulta eseguita né nel pubblico né presso la struttura privata. Ma la signora si è attenuta a quelle che sono state le prescrizioni dei medici e mai tale esame è stato indicato. Il 21 luglio scorso - ricorda - la signora si è sentita male e si è rivolta all'ospedale Maggiore, dove è stata fatta un'ecografia ostetrica, dalla quale è risultato tutto normale. Nessuno le ha suggerito di sottoporsi a un'ecografia morfologica. Eravamo alla 18esima settimana, quindi ancora nei tempi previsti per tale analisi, tra le 18 e le 22 settimane". Il ginecologo privato che ha seguito la madre del piccolo durante la gravidanza si è difeso sostenendo di aver svolto tutti gli esami nei tempi prescritti quindi di non essere responsabile di nulla. Tesi confutata dal legale che accusa:  "Ha dichiarato di averla eseguita, ma non esiste alcun referto cartaceo. Dov'è? E se è stata fatta come mai non ha rilevato le malformazioni. Secondo le linee guida il referto legato a questo tipo di esame deve essere molto dettagliato, dando conto dello sviluppo degli arti in modo completo. Perché allora non è stato diagnosticato nulla?" 
I misteri ecografici del caso Bryan. Il Maggiore di Parma sotto accusa per nato senza gambe
In attesa che la vicenda si chiarisca dal punto di vista legale resta tuttavia una domanda di fondo: l’eventuale mancata informazione sullo stato di salute del piccolo sarebbe censurabile perché ha impedito ai genitori di conoscere la malformazione alle gambe impedendo loro di prendere decisioni sul proseguo o meno della gravidanza? In pratica sarebbe stato negato ai genitori il diritto di “rifiutare” quel bimbo malformato magari interrompendo la gravidanza? 
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