Il dopo-Colonia è a Lipsia: partita da qui la caccia all'immigrato

12 gennaio 2016 ore 10:51, Americo Mascarucci
Non si placano in Germania le polemiche anti-immigrazione dopo i gravi fatti avvenuti la notte di Capodanno a Colonia con gli immigrati che in gran numero hanno compiuto furti, molestie e violenze sessuali nei confronti di donne che stavano in piazza per festeggiare l’arrivo del nuovo anno.
La cancelliera Angela Merkel è in grosse difficoltà nel Paese, ma ancora di più all’interno del suo partito, la Cdu dove l’area più conservatrice preme perché il Governo riveda le politiche sull’immigrazione in senso fortemente restrittivo. 
Intanto a Lipsia nell'est della Germania migliaia di persone sono scese in piazza contro l'afflusso record di rifugiati, accusando la Merkel di aver consentito nel 2015 l'ingresso di 1,1 milioni di richiedenti asilo. 
E sarebbero stati diversi, circa una ventina, i richiedenti asilo che avrebbero partecipato alle violenze la notte di Capodanno. La gente è stanca, rivendica il diritto di vivere tranquilla in casa propria e non si può davvero parlare in questo caso di razzismo. Poi certo, non sono da giustificare gli atti di violenza ritorsivi nei confronti degli immigrati che si sono registrati nelle ultime ore, ma il tentativo di circoscrivere la rabbia della gente ad un fatto di razzismo, dopo quanto avvenuto a Colonia, è decisamente inaccettabile. Significa non voler prendere atto che in Germania e in tutta Europa c’è un’emergenza sicurezza legata all’aumento dell’immigrazione, peggio ancora se clandestina. Le manifestazioni di Lipsia portano la firma dell’estrema destra ed in particolare del gruppo xenofobo Pegida che ha scandito slogan del tipo: «Patrioti europei contro l'islamizzazione dell'Occidente», «Non sono benvenuti i rifugiati!», «Islam= terrore». 
Il dopo-Colonia è a Lipsia: partita da qui la caccia all'immigrato
La Polizia ha eseguito una serie di fermi tra le circa 250 persone che con il volto coperto hanno lanciato pietre contro le vetrine e acceso fumogeni. Secondo la polizia si tratta di hooligan legati alle tifoserie di due squadre locali. 
La cancelliera Merkel dopo le violenze delle ultime ore contro gli immigrati, frutto delle vendette lanciate via web dai movimenti xenofobi, ha giustamente condannato gli episodi di intolleranza invitando i tedeschi alla calma. Tuttavia la tensione è forte nel Paese e la colpa in questo caso, prima ancora che degli estremisti xenofobi, è degli immigrati che si sono macchiati dei gravi episodi la notte di Capodanno. Perché la violenza, chiama violenza, e il razzismo rovesciato (quello dei migranti che hanno pensato di poter fare i propri comodi e comodacci nei confronti delle ragazze che hanno subito le molestie e le violenze sessuali a Capodanno) inevitabilmente non può che rinfocolare i sentimenti xenofobi purtroppo presenti in varie parti d’Europa. Ma dare dei nazisti a tutte le persone che in questi giorni in Germania sono scese in piazza per chiedere la “cacciata” degli immigrati è assolutamente riduttivo. Perché il diritto all’ospitalità inevitabilmente finisce nel momento stesso in cui mette a rischio la sicurezza e l’ospitalità dei cittadini degli stati che si adoperano per l’accoglienza. E se questo è considerato razzismo, allora forse i veri razzisti stanno dalla parte di chi è pronto a giustificare sempre e comunque gli immigrati in nome di un falso principio della pietas e della solidarietà. 

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