Parti Sociali vs Federalimentare: sarà sciopero, il nodo è la ripresa che "non c'è"

12 gennaio 2016 ore 12:25, Luca Lippi
Che la trattativa fosse in alto mare lo si percepiva già dalla scorsa settimana, che ci sarebbe stata una rottura o semplicemente uno scontro fra parti sociali e Federalimentare era stato già annunciato avendo individuato fra ieri e oggi il termine ultimo per evitare l’agitazione. Quindi era già in programma lo sciopero indetto per il 29 gennaio. Il segretario nazionale di Flai Cgil Mauro Macchiesi aveva detto: “Abbiamo incassato dei no su orario di lavoro, salario e su tutto il resto. A questo punto se l’11 e il 12 gennaio non si avvia realmente una trattativa il rischio di scontro aumenta. Potrebbe scattare lo stato di agitazione”. 
Dal rinnovo del contratto dell’industria alimentare dipendono le sorti di 400mila lavoratori ma anche il destino di molte imprese, la ripresa di domanda interna annunciata ormai da troppi anni è stata del tutto insufficiente per sostenere il settore che versa in condizioni di estrema stasi, solo in parte l’export fornisce delle boccate di ossigeno. Nei primi dieci mesi del 2015, la produzione nell’industria alimentare è calata dello 0,2% rispetto all’analogo periodo dell’anno prima. Mentre sul fronte dell’export la crescita è più consistente (+7%). Il vicepresidente Leonardo Colavita, delegato per le relazioni sindacali di Federalimentare,  ha più volte ribadito che le aziende non vogliono la destrutturazione dell’orario di lavoro. Ma si tratta di ammodernare e innovare concetti irrinunciabili del quadro competitivo. Nello specifico Colavita ha detto: “se la trattativa non farà passi in avanti è perché i sindacati continuano ad avere una forte pregiudiziale sulle nuove regole del Jobs Act e pretendono un aumento di 80 euro slegato da qualsiasi concessione in termini di produttività e competitività. Prenderemo in considerazione le richieste di adeguamento economico solo a fronte di reali contropartite in grado di incrementare flessibilità e produttività”.

Parti Sociali vs Federalimentare: sarà sciopero, il nodo è la ripresa che 'non c'è'
Stop alle trattative dunque, per divergenze ad oggi incolmabili, parte la mobilitazione dei lavoratori con un pacchetto di 4 ore di sciopero articolato a livello aziendale da effettuarsi entro il 22 gennaio e 8 ore di sciopero nazionale il 29 gennaio. Fai, Flai e Uila giudicano "inaccettabile la pretesa di Federalimentare di voler concludere un accordo basato esclusivamente sulla penalizzazione complessiva delle retribuzioni a partire dal blocco degli scatti di anzianità e dall'eliminazione dei premi di produzione congelati". La rottura definitiva si è concretizzata con la “latitanza” di Federalimentare che non si è resa reperibile ieri nonostante l’accordo di affrontare gli argomenti oggetto del confronto. L’affronto perpetrato ai danni delle parti sociali sarà colmato con stato di agitazione del settore, con l'immediato blocco degli straordinari e di tutte le flessibilità. Sarà programmato un fitto calendario di assemblee in tutti i luoghi di lavoro, un pacchetto di 4 ore di sciopero articolato a livello aziendale da effettuarsi entro il 22 gennaio e 8 ore di sciopero nazionale il 29 gennaio.
È curioso che a seconda del livello di convenienza dell’una o dell’altra parte, la lieve ma insufficiente ripresa dei consumi sia usata a seconda di quello che si vuole ottenere. I sindacati da una parte reclamano vantaggi per le maggiori entrate del settore, dall’altra parte le cosiddette maggiori entrate sono scarse insufficienti e non determinano alcuna giustificata inversione di tendenza per poter prendere impegni a medio lungo termine. 

autore / Luca Lippi
Luca Lippi
caricamento in corso...
caricamento in corso...
[Template ADV/Publy/article_bottom_right not found]