La biopsia liquida made in Usa per una diagnosi precoce del cancro. Ma non è ancora realtà

12 gennaio 2016 ore 14:27, Americo Mascarucci
L’Azienda Illumina, che si occupa di analisi del dna, ha annunciato la nascita di una nuova startup: si chiamerà Grail e avrà l’ambizioso scopo di mettere a punto un test per rivelare diversi tipi di cancro. Nel consiglio di amministrazione dell'impresa figurano il fondatore di Microsoft,Bill Gates,il fondatore di Amazon Jeff Bezos, l'ex direttore del National Institute of Health, Richard Klausner, ed altri filantropi e scienziati in prima linea nella lotta al cancro.
Nome dell'azienda legata alla 'Illumina' - che ha brevettato un sistema di sequenze genetiche ultra-veloce - e' 'Grail', proprio come il 'Santo Grail'. La nuova società può contare su un fondo da 100 milioni di dollari, messo insieme da Illumina con la collaborazione di altri investitori, compresi il cofondatore di Microsoft Bill Gates e quello di Amazon Jeff Bezos. Per l’azienda è già stato selezionato un gruppo di consulenti scientifici, che avranno il compito di soprintendere allo sviluppo del nuovo test.
Spesso per definire questo tipo di esami viene usata la locuzione “biopsia liquida”, perché di fatto il test consente di identificare un tumore come avviene con le comuni biopsie, cioè l’analisi di un frammento di tessuto prelevato dal paziente nell’area in cui si sospetta che si sia formato il tumore. Le biopsie liquide esistono già, ma sono mirate a seconda dei tumori e quindi utilizzate per le persone che ne sono affette o ne hanno sofferto: servono per capire se le terapie stanno funzionando, oppure per rilevare meglio le caratteristiche del tumore e calibrare meglio i farmaci e gli altri trattamenti per contrastarlo.

L’idea di Grail è invece quella di puntare all’identificazione di forme cancerose senza sintomi, andando alla ricerca nel sangue di frammenti di dna tumorale rilasciati dal cancro. Lo scopo, ovviamente, è quello di identificare precocemente un tumore, per iniziare al più presto i necessari trattamenti. 
"Se avrà successo potrebbe davvero segnare una svolta”, osserva José Baselga, medico in capo al Memorial Sloan Kettering Cancer Center, che guiderà l’advisory board scientifico della nuova azienda. Tuttavia, alcuni esperti credono che sviluppare un’analisi di questo tipo nei tempi dichiarati sia un compito arduo, riporta il “New York Times”. 
La biopsia liquida made in Usa per una diagnosi precoce del cancro. Ma non è ancora realtà
La tecnica sfrutta il fatto che il codice genetico delle cellule cancerose può trovarsi nel sangue, anche se in quantità minime. Il test, utilizzando il sequenziamento del Dna, cercherebbe dunque modelli di mutazioni ‘spia’ della malattia. La sfida lanciata da Illumina non è da poco e va ben oltre quella di dimostrare la validità del test di screening. "La parte più difficile non è solo quella di dimostrare la capacità di indentificare il cancro precocemente - ha commentato su Technology ReviewLeonard Lichtenfeld dell’American Cancer Society - ma essere capaci di dire che questo tipo di conoscenza è significativa in termini di risultati. Bisogna pur sempre fare i conti infatti anche con l’imprevidibilità dell’evoluzione di un quadro clinico e con gli effetti di terapie, spesso aggressive, nei confronti di un cancro appena percettibile, che non necessariamente avrebbe ucciso i pazienti".
Tuttavia la comunità scientifica è molto divisa e perplessa sull'esito di questo studio così come sulla concreta possibilità di scoprire precocemente il tumore e di individuare le terapie più efficaci per arrestarlo. Il rischio secondo gli esperti potrebbe essere quello di peggiorare, anziché scongiurare, l'insorgenza stessa del tumore. Il dibattito scientifico tuttavia è aperto. 

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