Depenalizzazioni, Molteni (Lega): “E' lo Stato che si arrende. La grande contraddizione della multa per guida senza patente"

12 gennaio 2016 ore 15:08, Lucia Bigozzi
“Provvedimento demenziale, siamo alla follia più assoluta: così si penalizzano le vittime e si garantisce l’impunità a chi commette reati”. E’ durissima l’analisi sul decreto depenalizzazioni (allo studio del governo) di Nicola Molteni, parlamentare della Lega che Intelligonews ha intercettato poco prima dei lavori in Commissione Giustizia della quale fa parte. La sintesi è: niente sconti per nessuno. 

Un decreto legge per cancellare alcuni reati in vista nel Cdm di venerdì. Che ne pensa?

«Oggi il premier dà segni di incertezza, non si capisce cosa vogliono fare se insistere nel decreto oppure fare dietrofront. Sta di fatto che siamo alla follia più assoluta. Questo Paese non ha bisogno di depenalizzazioni, di sconti di pena ai criminali; non ha bisogno di garantire l’impunità a chi delinque; non ha bisogno di indulti mascherati e ricordo che la sinistra al governo in quattro anni ha fatto cinque ‘svuota-carceri’. Questo Paese ha bisogno, invece, di certezza della pena: chi sbaglia paga e sconta interamente la pena. Il governo si sta dimostrando inadeguato sul principio della certezza della pena al punto che attraverso provvedimenti quali quello delle depenalizzazioni, sta smontando un principio che noi consideriamo sacrosanto in uno stato di diritto»

Tra i reati che potrebbero essere cancellati c’è quello di atti osceni in luogo pubblico. Non pensa che potrebbe avere effetti sulle persone che hanno subìto simili comportamenti? In particolare minori e persone fragili?

«E’ un governo che vive fuori dal mondo come dimostra la volontà di depenalizzare il reato di clandestinità. Noi abbiamo bisogno di garantire la sicurezza ai cittadini; non c’è bisogno di meno reati ma che quelli che ci sono vengano perseguiti e realmente sanzionati sotto il profilo penale. Il governo vorrebbe smantellare questo presupposto in nome del sovraffollamento delle carceri».

Un problema che, però, esiste. Qual è la vostra ‘ricetta’?

«Il problema del sovraffollamento delle carceri non si risolve attraverso le depenalizzazioni dei reati o gli indulti mascherati. In qualunque Paese normale si affronta secondo due modalità, ovvero realizzando nuove carceri e facendo scontare la pena nei loro Paesi di origine ai circa 17-18mila detenuti stranieri in Italia. Insomma: il problema non lo si risolve col ‘tana, liberi tutti’ come sta facendo la sinistra che conferma un’impostazione cultural-politica sbagliata che mina il principio della sicurezza e da questo punto di vista, la sinistra ha responsabilità politiche enormi, basti pensare ai 5 ‘svuota-carceri’ in 4 anni. E’ anche per questo che alla fine, i cittadini non si fidano più del sistema giustizia»

Nel pacchetto-depenalizzazioni ci sono anche la guida senza patente e la coltivazione di cannabis per uso terapeutico». Qual è la sua valutazione?

«Proprio mentre le parlo, è arrivato in Commissione Giustizia il termine di scadenza per la presentazione degli emendamenti sull'omicidio stradale che a breve andrà in Aula alla Camera. Prevede norme dure e severe per chi sotto l’uso di sostanze stupefacenti e alcol provoca la morte delle persone. Ora depenalizzare la guida senza patente non solo è una contraddizione in termini ma è anche demenziale come pure la depenalizzazione della coltivazione della cannabis per uso terapeutico: è sbagliato, non c’è distinzione tra droghe leggere e pesanti. Questo è un decreto che penalizza le vittime e garantisce l’impunità a chi commette reati; è lo Stato che si arrende. Esattamente il contrario di ciò che pensiamo noi: certezza della pena e chi sbaglia paga. Quando saremo al governo noi, è scontato che raderemo al suolo questa normativa buonista voluta e votata dalla sinistra»
autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
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