Ricerca choc dagli Usa: il 73% degli under 45 non conosce i sintomi dell'ictus

12 gennaio 2016 ore 20:13, Andrea Barcariol
I sintomi dell'ictus vengono sottovalutati dal 73% degli americani under 45. E' quanto emerge da una ricerca condotta dal Ronald Reagan Ucla Medical Center di Los Angeles. I ricercatori hanno chiesto a più di 1.000 persone in tutto il Paese cosa sarebbero propensi a fare entro le prime 3 ore dopo aver avuto segnali di debolezza, intorpidimento, difficoltà a parlare o a vedere, tutti sintomi comuni in un ictus. Sorprendente la risposta: solo il 27% sarebbe andato in ospedale, mentre il 73% ha sostenuto che avrebbe aspettato per vedere se i sintomi fossero migliorati.
Eppure è noto che le tre ore che seguono i sintomi dell’ictus sono cruciali ed è fondamentale arrivare prima possibile al pronto soccorso per ricevere le prime cure e ridurre al minimo i danni. «Il trattamento immediato è decisivo nel caso dell’ictus, più che per ogni altra patologia - sottolinea David Liebeskind, neurologo all’UCLA Medical Center -. C’è una piccola finestra di tempo nella quale è possibile iniziare il trattamento perché il cervello è molto sensibile alla carenza di flusso sanguigno o a un’emorragia, e più i minuti passano più le conseguenze dell’ictus sono devastanti.
Ricerca choc dagli Usa: il 73% degli under 45 non conosce i sintomi dell'ictus
Questo è un grosso problema Dobbiamo insegnare ai giovani quali sono i sintomi dell’ictus e convincerli che i soccorsi sono estremamente urgenti, perché purtroppo i numeri del fenomeno sono in crescita». Dalla metà degli anni Novanta a oggi, il numero di persone tra i 18 e i 45 anni dimesse dagli ospedali americani dopo un ictus è cresciuto del 53%. È stato calcolato che negli Stati Uniti ogni 40 secondi avviene un ictus, per un totale di circa 800mila casi all’anno.

Ricerca choc dagli Usa: il 73% degli under 45 non conosce i sintomi dell'ictus
L’ictus più diffuso (circa 85% dei casi) è quello ischemico, in cui alcune arterie del cervello si occludono non facendo passare sufficiente ossigeno e risulta associato ad alta pressione, diabete, abitudine al fumo e obesità. «La buona notizie è che ci sono delle cose che possiamo fare per abbassare il rischio», spiega Liebeskind.
Tra i consigli da seguire per prevenire il rischio ictus: dieta sana, esercizio fisico, non fumare e limitare il consumo di alcolici, seguire una dieta mediterranea,
monitorare la pressione alta a casa con un dispositivo a bracciale, ridurre la quantità di sodio nella propria dieta e sottoporsi a regolari visite (almeno una volta all’anno) per la valutazione della pressione arteriosa. Secondo recenti studi, inoltre, entro il 2030, una persona su cinque rischia di essere colpita da ictus. Ecco perché, di fronte a tale aumento, la prevenzione gioca un ruolo chiave.



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