Preti sposati. La Gabanelli punta il riflettore sull'ex parroco di Chia, il Milingo boys

12 giugno 2013 ore 9:36, Americo Mascarucci
Preti sposati. La Gabanelli punta il riflettore sull'ex parroco di Chia, il Milingo boys
Tornano a farsi sentire gli ex preti sposati, sacerdoti che dopo aver chiesto la dispensa dal celibato per potersi unire in matrimonio, si sono visti sospendere da ogni attività legata al ministero.
Nonostante la loro condizione, queste persone vorrebbero rientrare a pieno titolo nella Chiesa convinti che non esista alcuna incompatibilità fra l’esercizio sacerdotale e l’essere mariti e padri. Di loro si è occupata Milena Gabanelli restituendo visibilità a Giuseppe Serrone, ex parroco di Chia, una frazione del Comune di Soriano nel Cimino in provincia di Viterbo, presidente dell’Associazione dei Preti Sposati. Durante il pontificato di Benedetto XVI, le reiterate richieste di riammissione, erano state messe a tacere dal pronunciamento risoluto di Ratzinger che anzi aveva ribadito il valore del celibato “come rinuncia". Adesso gli ex preti sposati tornano all’attacco sperando di trovare attenzione da Papa Francesco. Dietro Serrone si nasconde l'ex arcivescovo africano Emmanuel Milingo, figura controversa della Chiesa, a metà fra l'esorcista e lo stregone. Nel 2001, scandalizzando l'intero mondo cattolico, Milingo si unì in matrimonio con una coreana nell’ambito di una cerimonia collettiva officiata dal capo di una setta anabattista. Richiamato all’ordine dalla Chiesa, il monsignore sostenne di essere stato ipnotizzato e quindi di aver partecipato a quel rito in uno stato di totale incoscienza. Nel 2006 è però tornato fra le braccia della donna, iniziando una battaglia contro le gerarchie ecclesiastiche finalizzata ad ottenere la riammissione al sacerdozio di tutti gli ex preti sposati. Pur essendo oggi scomunicato per aver ordinato dei vescovi senza l’imprimatur papale, Milingo sta cercando di fare breccia nel Vaticano soprattutto fra i settori progressisti della Curia. Ma finora l’orientamento prevalente nella Chiesa è stato quello di respingere ogni ipotesi di revisione delle norme sul celibato. Papa Francesco non è molto distante da questa impostazione nonostante alcune valutazioni rilasciate in passato da arcivescovo possano generare equivoci. "Se, ipoteticamente, il cattolicesimo occidentale rivedesse il tema del celibato - disse l'allora cardinale Bergoglio in una delle sue interviste - credo che lo farebbe per ragioni culturali (come in Oriente), non tanto come opzione universale. Per il momento sono a favore del mantenimento del celibato, con i pro e i contro che implica, perché sono dieci secoli di esperienze positive più che di errori. Ma è una questione di disciplina, non di fede. Si può cambiare". Il riferimento è al fatto che le prime comunità cristiane erano rette da sacerdoti sposati e che solo con il Concilio di Trento è stato introdotto il vincolo del celibato come regola assoluta ed inderogabile. I precedenti concili su questo punto non erano mai stati abbastanza chiari. Pensare che Papa Francesco possa rinnegare secoli di tradizione su un tema tanto importante quanto delicato, per giunta pienamente riconfermato dal Concilio Vaticano II, è pura utopia. Un conto è sostenere che la Chiesa potrebbe cambiare certe disposizioni, altra cosa è farlo realmente. E Bergoglio, già da cardinale, ha detto chiaramente di non coltivare questa intenzione. Diverso il discorso per Milingo. Qualora l’ex arcivescovo avesse un ravvedimento potrebbe essere riammesso, non essendo il suo matrimonio, celebrato con rito anabattista, valido per la Chiesa Cattolica. Per ora però l’ex monsignore, per il Vaticano, continua ad essere soltanto “il signor Milingo”.
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