Caso La Rosa, i militari lasciati soli (anche in Parlamento)

12 giugno 2013 ore 12:31, Domenico Naso
Caso La Rosa, i militari lasciati soli (anche in Parlamento)
Si parla della morte del capitano Giuseppe La Rosa, ucciso in Afghanistan, e l’Aula è desolantemente vuota. Succede alla Camera dei Deputati, con il ministro della Difesa Mario Mauro che si presenta in Parlamento a spiegare la dinamica dell’attentato ed è costretto a parlare quasi da solo. Molta amarezza per il ministro e un altro momento non certo glorioso per i parlamentari italiani.
Di fatto, però, convocare la seduta di prima mattina è garanzia di aula deserta, come è sempre successo anche in passato. Il merito della questione, cioè la presenza delle truppe italiane in Afghanista a 12 anni dall’inizio della guerra contro i talebani, se possibile è ancora più complesso. Mauro ha spiegato chiaramente che non c’è una data fissata per il rientro e ha annunciato, dal 2014 in poi, di una missione italiana no combat, dedicata solo all’addestramento delle truppe afghane. Deluso, dunque, chi sperava in una reazione emotiva all’ennesima tragica morte italiana per riportare a casa le truppe. Gli impegni internazionali dell’Italia sono stabiliti da anni e lasciare adesso, oltre a non avere molto senso strategicamente, ci farebbe fare una figura non certo lusinghiera con i partner internazionali, Stati Uniti in testa. Il ministro Mauro ha anche voluto chiarire la dinamica dell’attentato, smentendo una volta per tutte quella che ha definito una “menzogna accreditata nell’ambito di una guerra psicologica”: l’attentatore non era un bambino, ma un adulto già arrestato dalle forze di sicurezza afghane. Una precisazione importante, così come lo è stato il riaffermare pubblicamente l’impegno di peacekeeping italiano, che però ha avuto scarsa eco. Colpa dei parlamentari assenteisti o di chi fissa sessioni così importanti ad orari improbabili?
autore / Domenico Naso
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