Comi: «Il Pdl non doveva cedere la Lombardia alla Lega. Ora cambio di rotta e più soldi sul territorio»

12 giugno 2013 ore 15:57, Domenico Naso
Comi: «Il Pdl non doveva cedere la Lombardia alla Lega. Ora cambio di rotta e più soldi sul territorio»
È giovane, è berlusconiana ed è lombarda. Lara Comi, europarlamentare del Pdl, è l’esponente politico perfetto per parlare della debacle del centrodestra alle amministrative. A cominciare proprio dall’ex feudo lombardo, ora conquistato dal Pd con un secco 9 a 0. Perché avete perso? Cosa è andato storto? «È una riflessione che stiamo affrontando tutti insieme. Alcuni erano sindaci uscenti, già conosciuti sul territorio, e forse non è stato gradito il lavoro svolto. Le nostre liste civiche, invece, sono andate meglio del simbolo del Popolo della Libertà». Lei viene dalla Lombardia, un feudo storico del Pdl. Anche lì è andata malissimo: 9 a 0 per il centrosinistra. È un segnale molto forte che arriva dal territorio. Quanto c’entra il rapporto con la Lega? «La Lega ha avuto un calo importante, nonostante Roberto Maroni sia il presidente della Regione Lombardia. Ritengo che ci sia una differenza forte tra l’aspetto nazionale e le amministrative, che non hanno mai avvantaggiato il centrodestra per una serie di ragioni. Esiste una forte leadership del presidente Berlusconi che nei sondaggi nazionali è attualmente davanti al Partito democratico. Il problema è che questo non avviene a livello locale» Torniamo alla Lega. Crede che abbiate concesso troppo al Carroccio? «La scelta di candidare un leghista alla guida della Regione Lombardia mi aveva lasciata perplessa perché pensavamo di poter avere le chances di conservare per il Pdl la presidenza. Ma ormai quello che è fatto è fatto. Pensiamo al futuro... » A proposito di futuro, nel Pdl si preannunciano riunioni al vertice nei prossimi giorni. Cosa si aspetta? «Mi attendo un cambio di rotta, un maggior radicamento sul territorio e autonomia finanziaria a livello locale. Abbiamo bisogno che i contributi che arrivano dai parlamentari e dai consiglieri regionali rimangano sul territorio per permettere di svolgere un’attività più radicata, anche dal punto di vista della comunicazione». Un Pdl che esce debole dalle urne sarà un problema per il governo Letta? «Il Pdl non è debole. A livello nazionale siamo davanti al Pd. I provvedimenti che stiamo varando insieme al premier Letta siano condividi e su quelli siamo favorevoli, visto che erano sul nostro programma elettorale. Non c’è nessuna debolezza».
autore / Domenico Naso
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