Tasse e clausole di garanzia: ecco cosa si nasconde dietro i "falsi" 80 euro

12 giugno 2014, intelligo
Tasse e clausole di garanzia: ecco cosa si nasconde dietro i 'falsi' 80 euro
di Gianfranco Librandi
Scattiamo un’istantanea per cristallizzare il punto di partenza dell’estate, stagione particolarmente amata dalla politica; può non fare nulla, senza doversene giustificare, e quel poco che fa è per "schienare" il popolo, ubriaco di sole e mare, che non si rende conto del sempre meno panem e poco circenses da riciclo. Dopo avere scoperto che l’elenco dei beneficiari degli 80 euro è tratto dai redditi del 2011, non si esclude che molti, facendo la dichiarazione il prossimo anno, scopriranno che dovranno restituirli. Miracoli di uno stato moderno al passo con il nuovo che avanza. Sorvoliamo. I fondi per finanziare gli 80 euro lordi, il governo tiene conto di recuperarli mazzolando le rendite finanziarie. Tutti i fanatici della patrimoniale, inclusi i "vorrei ma non posso" che crepano d’invidia nei confronti di chi ha fatto soldi lavorando 13 ore al giorno e rischiando del suo, hanno stappato bottiglie di bollicine ma erano ubriachi già prima perché non hanno capito niente! Facciamo due conti veloci. Tassando i risparmi al 26% dal 20% il governo colpisce direttamente il medio piccoli risparmiatori (prima di studiare la tassa si studia sempre l’ampiezza del bacino d’utenza da tassare!). In questo modo liquidazioni di pensionati e risparmi di chi deve accumulare per avere disponibilità per le rate di mutuo, soldini per finanziare gli studi universitari dei figli … spesso sono investiti in obbligazioni bancarie che rendono mediamente 2%. Un investimento di 20mila euro produce una cedola di 400 euro alla quale deve essere detratta l’imposta di bollo (0,2% = 40€), e di nuovo detratta la ritenuta fiscale (26% = 104€). Il nostro risparmiatore percepirà 256€ netti. E’ una tassazione del 36%. Diverso trattamento è riservato alla banca che riceve soldi dalla Bce per acquistare Btp al 3% da cui è detratto lo 0,2% d’imposta di bollo e una ritenuta fiscale del 12,5%, e questo per cifre a nove zeri lasciando allo stato appena 17,5% di tassazione totale. Il solito polemico obietterà che anche il privato può acquistare titoli di stato! Sì, ma in un mercato diverso da quello riservato alle banche, con i soldini suoi invece che con i soldini della Bce e soprattutto, con l’ordine di Bankitalia di emettere obbligazioni da vendere ai risparmiatori per finanziare l’ulteriore acquisto di Btp che la finanza internazionale pretende sia nelle mani delle banche! Il governo poi mazzola anche i suoi fedeli cittadini revisionando l’Imu dei terreni agricoli per 350 mila euro. Aggiungiamo la Tasi? Tassa sulla casa (bene primario per l’italiano medio, come biasimarlo) che lieviterà fino al 60% rispetto lo scorso anno (dati estratti dal centro studi di Bankitalia). Fin qui sono stati resi noti i dati certi, poi ci sono le clausole di salvaguardia, che sono gabelle e prelievi coatti da esercitare qualora il rapporto deficit/Pil non si riesca a contenere (quindi certe anche queste tranne che nell’entità). In buona sostanza gli 80€ lordi somigliano più a un prestito usuraio che a un vero e proprio beneficio. Calcoliamo pure che è pure l’unica cosa spuntata del mirabolante programma politico di Renzi, direi che senza voler ricorrere ad appellativi poco convenienti Renzi avrebbe dovuto dimettersi ieri l’altro, ma non mantenendo neanche una delle cose dette, sarà una menzogna anche questa. Seguiamo sempre con attenzione gli sviluppi della commedia.
autore / intelligo
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