Gallo (M5S): "Renzi si adegua ai metodi della P2. A Mineo preferisce il pregiudicato Berlusconi"

12 giugno 2014 ore 13:34, Marta Moriconi
Gallo (M5S): 'Renzi si adegua ai metodi della P2. A Mineo preferisce il pregiudicato Berlusconi'
Luigi Gallo
è sintetico quando parla del caso Mineo: “Ci avevano descritti come fascisti, ma chi sceglie di combattere la politica dei nominati è cacciato da Renzi”. Per il giovane deputato grillino “il figlioccio di Gelli” conferma con questi “metodi di adeguarsi a quella visione” e preferisce “il pregiudicato Berlusconi ai suoi”. Poi l’invito alla coerenza rivolto a Mineo e Chiti… Una sostituzione, ma quasi un’epurazione, quella che ha subito Corradino Mineo, il senatore civatiano del Pd. Cosa ne pensate? «Ho commentato già che i nodi alla fine vengono al pettine. Ci avevano descritti come fascisti, Grillo come dittatore, ma la realtà è ben diversa, quando andiamo a vedere chi è per le elezioni dirette dei rappresentanti, al Senato come altrove, si scopre che siamo noi del M5S. Chi come Mineo e Chiti sceglie di combattere la politica dei nominati viene cacciato fuori da Renzi». Rispetto alle vostre espulsioni, Mineo addirittura è stato informato informalmente. «La questione è ben più grave: stiamo parlando di una riforma costituzionale, che avrebbe bisogno di larghe maggioranze, e della democraticità di un organo costituzionale come il Senato e che si fa? Si interviene d’imperio cacciando i soggetti che vogliono l’elezione diretta dei senatori, cioè la democrazia. E’ un fatto gravissimo, politicamente rilevante». La decisione arriva dopo un’altra sostituzione, quella di Mario Mauro. Ma Renzi è debole in questa fase? «E’ un Renzi che sta cacciando fuori il suo vero volto. Ricordiamo che Piero Pelù non aveva sbagliato a chiamarlo il figlioccio di Gelli, questa riforma ricalca quella della P2. E i metodi si adeguano a questa visione». Per la Boschi la compattezza è fondamentale. Nel suo nome si può far tutto però? «Ma io voglio capire: bisogna fare una riforma costituzionale allargandoci anche alla minoranza e non coinvolgendo anche Berlusconi, un pregiudicato cacciato dal Senato, o non si coinvolgono i soggetti del loro partito? Qui non si capisce perché si sta andando in questa direzione ciecamente». E’ un’ipocrisia mandare via Mineo e non si punta ad affrontare il problema forzisti? «Il vero problema è quello di voler fare una riforma costituzionale antidemocratica con numeri risicati. Lo diciamo da tempo, abbiamo sottoscritto l’appello di Rodotà e dei costituzionalisti che per primi hanno sollevato questo problema. Ora anche i metodi rilevano questa anomalia. Mi chiedo come sia possibile che prima il popolo del Pd s’indignasse per metodi simili contro Berlusconi con girotondi e via, e oggi che lo fa Renzi sembra non esista più questa società civile capace di scandalizzarsi per questo». Per Renzi potrebbe trattarsi questa volta di un autogol?   «E’ difficile che riesca a raggiungere i suoi intenti. Sempre che soggetti come Chiti e Mineo non si pieghino alla volontà del padrone. Se rimangono coerenti con la loro linea saranno soggetti in più che contestano la linea antidemocratica come il M5S». Mineo è sempre stato dialogante con i grillini… «Noi dialoghiamo tutti i giorni con tutti nelle Commissioni. Il problema è la mortificazione del lavoro parlamentare: quando arriva un ordine dal governo tutti i piddini rispondono militarmente a Renzi. Se avessimo invece dei parlamentari liberi da pressioni governative, come previsto dalla Costituzione, approveremmo tante leggi importanti per il Paese convergendo anche con altre forze politiche. Il dialogo lo uccide il governo». 
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