Migranti Tiburtina, l'allarme dei commercianti: “C’è il rischio di una guerra civile"

12 giugno 2015, intelligo
Migranti Tiburtina, l'allarme dei commercianti: “C’è il rischio di una guerra civile'
“I commercianti sono esasperati e la gente del quartiere ha paura: i migranti fuggiti ieri sono tutti qui, buttati per le strade come animali. Noi ce l’abbiamo con le istituzioni che in nome del buonismo li fanno arrivare qui e poi non sono in grado di gestirli”. Fabrizio Montanini è il portavoce degli esercenti del centro commerciale di Largo delle Crociate che adesso hanno costituito un comitato spontaneo per presidiare il territorio e resistere al disagio. Nella conversazione con Intelligonews denuncia la rabbia di chi a Tiburtina ci vive e ci lavora. Che la situazione sia esplosiva lo si capisce da come racconta “il livello di esasperazione della nostra gente e se la situazione non verrà affrontata e risolta, c’è il rischio di una ‘guerra civile’ tra chi difende gli italiani e chi difende tutti a prescindere”. 

Vi siete costituiti in comitato spontaneo; significa che vi sentite abbandonati?

« Sì, ci sentiamo abbandonati; anche perché ci siamo già rivolti alle istituzioni e non ci hanno dato ascolto: ci siamo rivolti sia ai politici che alle forze dell’ordine. Ieri c’è stato l’intervento della polizia ma tutto è iniziato la notte del 19 maggio».

Che è successo quella notte?

« C’è stata la prima ondata di migranti. Qui gli immigrati ci sono da otto anni e sono accolti nel centro Bao Bab, non hanno mai dato problemi: la struttura era ben tenuta, c’è la palestra e hanno il wi fi; c’era perfino l’autogestione. Poi dal 19 maggio la sera, sono arrivati coi pullman che li hanno fatti scendere qui e nei giorni successivi ne sono continuati ad arrivare, ma nel frattempo il centro di accoglienza era saturo, non in grado di accogliere più una persona. E quindi si parla di 500-600 persone, ma è difficile avere un numero preciso, che non potendo usufruire della struttura si sono riversati per giorni nel piazzale dove affaccia il centro commerciale, coi bambini, tutta gente che bivacca in condizioni igienico-sanitarie precarie. Per non parlare del fatto che noi commercianti abbiamo dovuto togliere gli escrementi lasciati da queste persone sulle scale. Il piazzale era diventato il loro punto di riferimento anche perché lì le associazioni di volontariato, da Sant’Egidio alla Croce Rossa, portavano i pasti giornalieri. Ma la notizia di oggi è un’altra…».

Quale?

« Le forze dell’ordine ieri hanno portato in caserma 18 migranti ma tutti gli altri si sono sparpagliati per il quartiere, lungo la Tiburtina. Sono scappati in ogni direzione e la nostra gente è preoccupata. Stamani alcuni residenti segnalavano, allarmati, la presenza di migranti la notte scorsa dentro i condomini. Noi comprendiamo il disagio dei migranti e ci scagliamo contro le istituzioni perché se non sono in grado di garantire una vera accoglienza, è inutile farli venire in Italia e poi lasciarli vivere per strada, senza niente, costringendoli a fare i loro bisogni tra due macchine o sulle scale di un centro commerciale, oppure per strada come fanno i cani. Adesso la situazione sembra tornata leggermente alla normalità nei pressi del centro commerciale ma ci chiediamo quanto potrà durare; senza contare che adesso il vero problema è che questa gente che è fuggita sta in giro per il quartiere»

Parlando coi residenti, voi percepite un sentimento di anarchia? Stiamo arrivando alla ‘giustizia fai da te’?

« Tranne qualche macchina rigata nel parcheggio, finora non ci sono stati grandi problemi; al momento non si arriva alla violenza ma è certo che la paura e l’esasperazione dei commercianti è altissima perché dal 19 maggio si sono visti crollare i loro affari anche del 50 per cento: con le persone che defecano dappertutto e stanno abbandonati per strada, i clienti non si fermano nei negozi. Il centro estetico si è visto annullare molte sedute e al pub la sera ci sono pochissime persone. La gente non viene al centro commerciale perché ha paura. Sì, la tensione è alta e se continua così potrebbe sfociare in qualche atto di violenza»

Ma sul piano pratico e operativo cosa fate, come vi muovete? 

« Noi controlliamo dentro e fuori il centro commerciale. Monitoriamo la situazione e controlliamo che queste persone non facciano i loro bisogni sulle scale; quando accade ci parliamo e diciamo loro di spostarsi. Il nostro obiettivo è creare un gruppo forte e compatto, abbiamo già raccolto le firme, per far sentire la nostra voce e essere pronti – se la situazione dovesse tornare come prima o aggravarsi – per manifestazioni di protesta contro i vertici politici del Secondo Municipio e iniziative, sit in  che servano anche a portare all’attenzione dell’opinione pubblica e dei media la condizioni in cui siamo costretti a vivere e lavorare ogni giorno»

Ma lei lo percepisce un rischio “guerra civile”?

« Alla guerra civile prima o poi ci si arriverà, il rischio è reale se la politica non riuscirà a governare questo fenomeno. I politici finora hanno portato avanti solo una posizione buonista, dell’integrazione a tutti i costi e questi sono i risultati. I vertici Pd del Municipio ci hanno detto che i migranti saranno collocati alla caserma militare Ruffo che sta qua vicino, ma noi diciamo no: nella caserma ci mettiamo gli italiani in difficoltà, quelli che vivono in macchina. Se la situazione continua così si arriverà a una guerra civile tra chi difende gli italiani e chi difende tutti a prescindere»

Voi chiedere l’intervento di chi?

«Delle istituzioni e di chiunque ha il compito di riportare alla normalità la situazione a Tiburtina, e fare in modo che i commercianti tornino a fare gli incassi che servono loro per vivere; quegli stessi commercianti che sono i primi a subìre il disagio, per questo noi diciamo che prima devono venire gli italiani. I migranti che sono scappati sono per strada a chiedere l’elemosina anche perché devono mangiare e non hanno un punto di riferimento: ci domandiamo se magari arriveranno a rubare per mangiare, e a quel punto che succederà?».

A quali condizioni siete disposti a togliere il vostro presidio?

«No, noi ormai non lo toglieremo mai. Rimaniamo qui a presidiare il quartiere perché quanto è accaduto dal 19 maggio a ieri, potrebbe accadere di nuovo, anche per la presenza del centro di accoglienza che sembra essere diventato l’unico in tutta Roma, nel senso che li portano tutti qua a prescindere. Si tratta degli stessi migranti che i residenti di San Lorenzo non hanno voluto: la gente ha costituito un comitato spontaneo permanente e ha detto no alla proposta di accoglierli lì e le autorità hanno fatto marcia indietro».

Cosa risponde a chi vi accusa di razzismo?

«Noi non ce l’abbiamo coi migranti, ma con chi li fa arrivare qui e poi non è in grado di gestirli e li abbandona al loro destino. A coloro che ci accusano di razzismo rispondiamo che i primi  razzisti sono proprio loro che li scaricano lungo la strada come pacchi o animali, non certo noi che difendiamo gli italiani»
autore / intelligo
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