Marino e migranti, Di Stefano avverte: "Se riusciamo a liberare Roma in sei mesi cambia tutto"

12 giugno 2015, Marco Guerra
Marino e migranti, Di Stefano avverte: 'Se riusciamo a liberare Roma in sei mesi cambia tutto'
 Suona come una premonizione, o se preferite come una speranza, il commento rilasciato ad IntelligoNews da Simone Di Stefano, vicepresidente di CasaPound Italia, circa le ultime vicende di Mafia capitale e la crisi dell’amministrazione Marino. Di Stefano esortata quindi tutte le opposizioni a mobilitarsi per le dimissioni del sindaco.  

Mafia Capitale ogni giorno ci regala un nuovo capitolo dell’inchiesta. Eppure Marino non sembra mostrare il mino segno di cedimento…

“Ora siamo arrivati all’epilogo se anche l’Espresso, uno degli organi d’informazione più vicini all’establishment della sinistra italiana, chiede le dimissioni di Marino per il bene di Roma. Credo quindi che il sindaco lascerà entro una settimana; il problema è che ci proporranno un lungo commissariamento anche per la Capitale. Qui invece bisogna andare al voto alla prima finestra elettorale disponibile, quindi da oggi lo slogan da “Marino dimettiti” diventa “elezioni subito””.  

L’altro giorno a protestare sotto il Campidoglio c’eravate in ordine sparso voi di sovranità, Fratelli d’Italia e il Movimento 5 stelle.  Forse è arrivato il momento di fare una manifestazione unitaria di tutta la cittadinanza per chiedere le dimissioni del sindaco?

“Chiunque oggi si considera all’opposizione della giunta Marino in questi giorni deve stare in piazza a chiedere elezioni immediate. Martedì  protestavano sotto il Campidoglio perfino alcuni simpatizzanti della Lista Marchini e questo lo ritengo un segnale positivo sebbene si tratti di un movimento che è distante anni luce dal nostro. Ora è il momento di esercitare la massima pressione possibile. Noi continuano a stare sul territorio tutti i giorni per costruire il progetto Noi con Salvini nella Capitale; ieri, per esempio, siamo tornati ad Ostia per chiedere il ritorno alle urne dopo il commissariamento del X Municipio”. 

Nel vostro percorso di strutturazione sul territorio pensate anche a possibili alleanze per un’eventuale corsa al Comune di Roma?

“Noi abbiamo un programma molto chiaro e siamo disposti a parlare con chi voglia seriamente condividerlo. Dico anche che siamo fuori le vecchie logiche del blocco di centro-destra. Anche perché prima il Pdl e poi Forza Italia sono stati coinvolti in questi scandali”. 

Con Fratelli d’Italia forse il dialogo risulterebbe più naturale? 

“Fratelli d’Italia deve dire con chiarezza se vuole partecipare al progetto nazionale con Matteo Salvini o vuole stare con un piede all’interno del vecchio centro-destra. Io dico che non è il momento di personaggi come Fitto, Passera e Tosi. Ci vogliono slancio e chiarezza per sedersi interno ad un tavolo e discutere anche della sfida romana. Quello di Salvini è un progetto vincente ma va costruito subito, perché il tempo sta scandendo; anche la livello nazionale la situazione è esplosiva e il governo traballa tra gli scandali di Ncd e l’emergenza immigrazione”. 

A proposito di immigrazione le immagini che vengono dalle stazioni di Roma e Milano fotografano una situazione fuori controllo…

“Guarda caso sono eritrei quelli accampati alle stazioni, quando invece sono gli unici, insieme con i siriani, a viaggiare con le famiglie e a venire da Paesi in guerra , e quindi ad aver diritto allo status di rifugiato e all’assistenza. Mentre nei centri di accoglienza a 35 euro al giorno troviamo ragazzi marocchini, egiziani e senegalesi  palestrati che, senza alcun titolo, fanno richiesta di asilo. La domanda dura in media 8 mesi e poi,  in caso di bocciatura, questi immigrati fanno ricorso e ottengono altri mesi di vitto e alloggio grazie all’assistenza legale gratuita elargita dalle solite note associazioni di sinistra. Dunque, ai profughi veri viene rubata l’assistenza da chi non ha alcun titolo. Tutto questo dimostra che la situazione è completamente sfuggita di mano al governo”. 

Come bisognerebbe intervenire secondo voi?

“Se l’Europa non accetta di condividere l’onere dell’accoglienza di queste persone, chi è qui senza alcun titolo va immediatamente rimandato nel suo Paese di provenienza. Segnalo che solo nel Veneto ci sono 40mila immigrati disoccupati a causa della crisi. Che vengono a fare ancora in Italia quando anche quelli  integrati da anni hanno enormi difficoltà a trovare lavoro? La  verità è che la sinistra non ha le chiavi culturali per affrontare questa situazione, continua infatti a parlare di accoglienza a prescindere. Fra l’altro la politica dell’io ti accolgo punto e basta è già stata fatta e i risultati sono sotto gli occhi di tutti. L’unica vera soluzione sarebbe un intervento militare in Libia per fermare questi flussi. Anche unilaterale perché se aspettiamo l’ok dell’Onu diventiamo tutti vecchi”.  

Nel frattempo però esplodono le periferie delle grandi città. Siete pronti a scendere in strada con i cittadini esausti come già avete fatto in passato?

“Alla popolazione diciamo di aspettare perché la sinistra sta vacillando. Se riusciamo a liberare Roma questa scene non si vedranno più. Certo restiamo nelle situazioni che ci vedono impegnati. A Casale San Nicola siamo affianco ai residenti che si oppongono al centro di accoglienza che il Comune di Roma vorrebbe realizzare in una struttura che non è nemmeno idonea, portandoci un gruppo di migranti che, stranamente, doveva essere ospitato a San Lorenzo, quartiere feudo della sinistra. Appare evidente quindi che vogliono dirottare questi immigrati nella periferia nord di Roma per non disturbare il loro elettorato. Tuttavia, ribadisco, non è il momento di scaldarsi. C’è da stare tranquilli perché se andiamo al voto e vinciamo in sei mesi cambia tutto”. 

autore / Marco Guerra
Marco Guerra
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