Perugia, donna investita dal treno: amputate le gambe. Gli incidenti analoghi nel 2015

12 giugno 2016 ore 16:08, Andrea Barcariol
Investita da un treno in transito a Perugia. E' accaduto a una donna ucraina di 43 anni, ieri intorno alle 20, che si trovava sul marciapiede del binario numero 2 quando un treno proveniente da Foligno e diretto a Firenze l'ha investita. E' stata sottoposta in nottata a un intervento di amputazione di entrambe le gambe. Stando a una prima ricostruzione della polizia la donna stava attraversando i binari con le buste della spesa, senza quindi percorrere, come prescritto, i sottopassaggi dello scalo ferroviario perugino. A definire "molto gravi" le condizioni della donna è stamani l'Azienda ospedaliera di Perugia: la 43enne da ieri sera è ricoverata nel reparto di rianimazione dell'ospedale Santa Maria della Misericordia. Prima di procedere all'amputazione delle gambe, i medici sono intervenuti con trasfusioni di sangue e provato a suturare le gravissime ferite agli arti inferiori riportate dalla donna.

Perugia, donna investita dal treno: amputate le gambe. Gli incidenti analoghi nel 2015
L'attraversamento dei binari è un'abitudine molto pericolosa e quanto mai diffusa in Italia dove il rispetto delle regole è spesso un optional. I numeri parlano chiaro. Secondo la relazione “La sicurezza ferroviaria nel 2015”, l’89% di incidenti gravi è stato provocato proprio dal mancato rispetto del divieto di attraversare i binari, mentre l’8%% è stato causato dalla salita o la discesa di treni in movimento e soltanto il 3% da incidenti al passaggio al livello. Non solo. Rispetto al 2014, gli incidenti gravi sui binari nel 2015 sono aumentati da 109 a 114. Tra le regioni e le città più colpite la Lombardia (18 incidenti) e il Lazio (16 incidenti).
A poco sono serviti gli interventi di manutenzione straordinaria, le iniziative e le campagne di comunicazione  dell’ANSF (Agenzia Nazionale per la Sicurezza delle Ferrovia) per sensibilizzare i pedoni e mettere in guardia sui pericoli. Le multe sono pochissime (un paio al giorno) e la sanzioni amministrativa prevista (sulla base del Dpr 753 dell’80) è di soli 16.66 euro. Insomma un deterrente praticamente nullo.


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