Se Berlusconi le piglia, Brunetta prova a menare e la Santanchè aspetta la prossima settimana

12 luglio 2013 ore 11:47, Marta Moriconi
Se Berlusconi le piglia, Brunetta prova a menare e la Santanchè aspetta la prossima settimana
Sui nodi giustizia e Santanchè vice presidente della Camera, il Pdl tenta la frenata, ma rischia di andare a sbattere. Sembra che da una parte il partito del Cavaliere tenda a gettare acqua sul fuoco, dall’altra un inferocito Renato Brunetta, capogruppo del Pdl alla Camera, alza il tiro: "Adesso si parte. Sarà una grande mobilitazione per realizzare, finalmente, la riforma della giustizia.  Lo faremo per via referendaria e Silvio Berlusconi ne sarà il simbolo''. E dalle pagine di Libero snocciola la sua fase 2, contro la giustizia ingiusta e per “una grande risposta democratica e popolare all'inquinamento giudiziario della politica. Ci battano nelle urne, se ne sono capaci''. Ma allora se le coscienze vanno mobilitate e lo strapotere dei Pm battuto, come conciliare questo tipo di azione con un equilibrato e moderato approccio alle attività di governo? Come governare con il Pd? Qui lo spunto lo offre Brunetta, ma è un tentativo di mediazione più che una reale mediazione: “Non sarà una riforma contro qualcuno, ma a favore. A favore di tutti quegli italiani che hanno sofferto per i danni provocati dall'inefficienza del sistema giudiziario''. Come dire: vogliamo menar duro, ma correttamente vi avvertiamo, preparatevi. Intanto il voto per l’elezione di un vicepresidente della Camera e di due segretari d’Aula è slittato ulteriormente. Probabilmente la prossima settimana si vedrà se alle buone intenzioni seguiranno i fatti. Con il Pdl che candida Daniela Santanché senza se e senza ma e la lettera dei 70 senatori che chiedono uno “scatto d’orgoglio” al Pd, tutto può succedere.  
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