Alemanno esce dal Pdl? Sì, no, nì

12 luglio 2013 ore 12:09, Francesca Siciliano
Alemanno esce dal Pdl? Sì, no, nì
A poco più di un mese dalla sconfitta di Roma,l'ex primo cittadino, soprattutto negli ultimi giorni, sembra essersi infilato in un cono d'ombra. Dapprima aveva pensato di reinventarsi in politica, di riciclarsi magari a destra (nella presunta “cosa nera”). «Se Berlusconi torna a Forza Italia io me ne vado» diceva a Repubblica, quasi a mo' di sfida nei confronti del Cavaliere, neanche 20 giorni fa quando la ferita per la sconfitta a Roma ancora bruciava.
Ma oggi il silenzio, anzi la dipartita. Sì, perché se in un primo momento l'ex sindaco aveva iniziato un tour in tutta Italia insieme agli ex An intenzionati a riassemblare Alleanza nazionale, oggi sembra titubare, essere più prudente e moderato. C'era in programma un manifesto di valori, delle convention da organizzare, una base da creare. E c'era pure già il nome per la nuova An: «L'idea è quella creare qualcosa che riprenda all'eredità di Alleanza Nazionale – diceva lui -  una specie di Cosa Tricolore. Si potrebbe scegliere Alleanza Popolare. E non metterei nel nome la parola Destra». E per sua stessa ammissione ha dichiarato di aver avuto dei contatti anche con Gianfranco Fini: «Si è chiamato fuori da qualsiasi cosa, sta scrivendo un libro. Qualche volta ci sentiamo per telefono ma parliamo di altro, anche di immersioni in mare. A me dice che è sereno e se la sta godendo – ha detto Alemanno, quasi con invidia -  “Faccio il pensionato d'oro -  mi ha detto -  ho un sacco di tempo libero”». Ma si sa, da cosa nasce cosa. E qualcuno aveva pure pensato che i contatti tra i due, in realtà, erano mirati a tirare dentro anche l'ex presidente della Camera. Il redde rationem, dunque, sembrava essere imminente e il Nostro sembrava davvero intenzionato a lasciare al proprio destino Pdl e Cavaliere, soprattutto dopo l'evidente  mancato sostegno alla sua corsa per il bis in Campidoglio. Lo stesso Corriere solo qualche giorno fa titolava: «Fratelli d'Italia, prove di “flirt” con Alemanno che “chiude” a Storace» riferendosi al fatto che i meloniani puntavano ad ingaggiare il potente politico (che si faceva corteggiare) capace ancora di spostare migliaia di consensi nel centrodestra, per toglierlo dalle grinfie di Berlusconi (che già aveva fatto capire di non volere né lui né Augello, tanto meno la Saltamartini, nella sua Forza Italia). Ma qualcosa è cambiato nelle ultime due settimane e Alemanno, da pidiellino malpancista si è trasformato in un pidiellino di ferro, che se la prende  con i giudici per l'accanimento giudiziario nei confronti di Berlusconi e gli esprime solidarietà e stima. Anche perché non vuole uscire dal partito prematuramente e passare da “traditore” dopo aver organizzato, lo scorso dicembre, la convention di Italia Popolare, molto vicina a intenzionata a dare sostegno a Monti. Berlusconi si legò al dito quel gesto e ora un altro passo falso potrebbe compromettere tutto il futuro politico. Gli spifferi di IntelligoNews rivelano, infatti, che Alemanno ci sta ripensando. Lasciare il partito in questa fase particolarmente difficile potrebbe essere controproducente. Con il Cavaliere sotto processo e a un passo dalla condanna, le cose potrebbero cambiare già nelle prossime settimane. Magari gli ex An rimasti, dall'interno, riusciranno a sparigliare le carte e a rendere il Pdl (o quel che ne sarà, a prescindere dal nome) in un qualcosa di molto simile a quello che speravano di costruire nel 2008 quando misero in atto la fusione a freddo sciogliendo An. Potrebbe pure essere giunta l'ora del passaggio del testimone: Berlusconi sembra pronto a lasciare e il suo successore potrebbe anche non essere all'altezza di traghettare Forza Italia. A quel punto gli ex An, più forti politicamente e numericamente soprattutto in alcune regioni-chiave, potrebbero avere la meglio e riuscire ad imporre ciò che Fini non fu in grado di fare. Ma magari queste sono solo speranze, sogni che come da copione, ogni qual volta c'è di mezzo il Cavaliere, si traducono in una bolla di sapone. Ma non è il caso di prendere decisioni affrettate. Anche perché lì a destra sembrano essere particolarmente disorganizzati e i tempi non sembrano essere maturi per lanciare un nuovo soggetto contrapposto a Berlusconi, che è ancora vivo e vegeto. Un ricongiungimento della destra «è possibile, purché il progetto sia ancorato nel centrodestra» ha detto Alemanno parlando a Napoli a margine di un convegno sulla crisi dell’Europa, mostrandosi scettico sulla costituzione di un nuovo soggetto che riunisca le anime della destra. «Dobbiamo fare in modo che ci sia una riarticolazione del Pdl - ha precisato - anche nell’ottica di quello che ha detto Berlusconi, che ha ipotizzato la rinascita di Forza Italia e di altri soggetti più marcati a destra». Sembra quasi di leggergli nella mente: per il momento è presto. L'estate, magari, porterà consiglio.      
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