La Chiesa mette la quarta sulla giustizia e l'Italia è ancora in folle

12 luglio 2013 ore 15:26, Americo Mascarucci
La Chiesa mette la quarta sulla giustizia e l'Italia è ancora in folle
E così alla fine Papa Francesco ha riformato pure la giustizia. 
E’ incredibile come in appena tre mesi il Pontefice sia stato capace di “rivoluzionare” il Vaticano mettendo mano a tante questioni delicate. In Italia, in oltre vent’anni, non si è stati in grado di attuare una riforma della giustizia degna di questo nome limitandosi ad intervenire solo in alcuni ambiti e senza incidere strutturalmente sulla fatiscenza del sistema giudiziario nazionale. Certo, in Vaticano non c’è Berlusconi e quindi nessuna legge può essere considerata “ad personam” e ritagliata su misura per lui. In Italia invece ogni intervento viene collegato ad un interesse specifico del Cavaliere. La prescrizione breve? Serve a Berlusconi per sfuggire alle condanne. La prescrizione lunga? Gli serve per prendere tempo. La depenalizzazione di quel reato? E’ fatta ad arte per mettere al riparo Mediaset. La riforma del processo civile? Non sia mai che aiuti Berlusconi ad evitare il maxi risarcimento milionario che deve versare a De Benedetti. Da vent’anni la musica è sempre la stessa. E’ vero che quando il centrodestra è stato al governo ha fatto di tutto per meritarsi l’accusa di fare leggi ad personam, ma è altrettanto vero che l’Italia non può attendere la fine politica del Cavaliere per riformare il pianeta giustizia. Ancora una volta il Papa ha battuto il Governo ed il Parlamento italiano sul tempo. Ci sono voluti due mesi per formare il nuovo esecutivo dalle elezioni di febbraio, si è dovuto attendere la rielezione di Giorgio Napolitano per uscire dallo stallo partitocratico. Al di là del Tevere invece in appena quindici giorni si è dimesso Benedetto XVI, si sono svolte le congregazioni generali fra i cardinali, si è riunito il Conclave e si è eletto il nuovo Papa. In meno di tre mesi Francesco ha istituito una commissione consultiva per la riforma della Curia romana, un’altra per controllare l’attività dello Ior, ha sbloccato le cause di canonizzazione di Giovanni Paolo II e Giovanni XXIII. In Italia non si è ancora capito se la rata Imu sulla prima casa dovrà essere pagata oppure no. E che dire del problema dell’immigrazione? Mentre in Italia da anni si litiga se mantenere, abolire o modificare la Bossi-Fini, è bastata la visita del Papa a Lampedusa per mandare in tilt la politica nostrana. Non ci è chiesti come affrontare concretamente il problema, né che tipo di cittadinanza riconoscere agli immigrati. Giammai! La discussione ha riguardato le dichiarazioni di Fabrizio Cicchitto aprendo dibattiti sterili quanto inconcludenti. Certo, si dirà che il Vaticano è una monarchia assoluta dove il Papa decide tutto con un semplice motu proprio. E’ vero, ma allora perché in Italia ci si ostina a mantenere un sistema parlamentare obsoleto, lento e burocratizzato ed un’architettura costituzionale che sembra fatta apposta per fare un passo in avanti e due indietro? Perché non si prende definitivamente atto che il pericolo fascista esiste ormai soltanto nella retorica resistenziale degli ultimi partigiani comunisti e si mette mano ad una seria riforma del sistema istituzionale in chiave presidenzialista? La realtà dell’Italia è sempre più quella di un Paese vecchio, ancora legato ai fantasmi del passato, dove è vietato toccare la Costituzione, ma dove, paradossalmente, il Presidente della Repubblica è costretto a farsi tutore del Parlamento in barba ai sacri dogmi costituzionali. Poveretti i laicisti italiani! A loro va la totale comprensione e solidarietà. Quello che definiscono “medioevo della Chiesa” è molto più avanzato del loro retorico ed inconcludente progressismo di facciata.
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