Australia debella epidemia di Aids ma Hiv non è morto: in Italia vince l'ignoranza

12 luglio 2016 ore 10:53, Americo Mascarucci
In Australia le maggiori organizzazioni sanitarie e gli scienziati hanno decretato la fine dell’Aids come problema di salute pubblica affermando che il paese si unisce alle poche nazioni nel mondo che hanno debellato l’epidemia. 
L’ultimo report di Unaids (l’agenzia Onu contro l’Aids) aveva già confermato il trend, con un calo del 42% rispetto al 2004 e indicato nel 2030 l’anno della sconfitta totale del virus, ma c’è chi ci arriverà molto prima. 
Il numero di casi di Aids si è drasticamente ridotto dall’avvento, a metà degli anni ‘90, dei farmaci anti-retrovirali, che impediscono al virus di immunodeficienza acquisita (Hiv) di progredire verso la malattia conclamata, quando il sistema immunitario è talmente danneggiato da non poter più combattere l’infezione. 
Al culmine dell’epidemia morivano di Aids circa mille australiani all’anno. 
"Ora abbiamo accesso a un trattamento che ha avuto effetti straordinari, mentre l’attivismo nella comunità gay, sin dagli anni ‘80 e ‘90, ha contribuito sostanzialmente a combatterlo - , ha detto il direttore dell’Afao, Darryl O’Donnell. 
I farmaci anti-retrovirali sono stati cruciali nel declino dell’epidemia.
"Abbiamo visto una trasformazione drammatica dell’Hiv da una condanna a morte a una malattia cronica gestibile - ha aggiunto O’Donnell -. I soli casi di Aids che incontriamo sono di persone non diagnosticate con Hiv che non possono più essere trattate".

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Una buona notizia che però non può far gioire l'Italia ancora lontana dall'obiettivo: "Noi siamo messi bene sul lato delle cure, che sono garantite, mentre per esempio gli Stati Uniti fanno molti test ma poi c’è chi non può permettersi le terapie - aggiunge Stefano Vella, direttore del Dipartimento del farmaco dell’Istituto Superiore di Sanità - però in Italia abbiamo ancora un 30% stimato di persone infette che non sanno di avere il virus. Dobbiamo facilitare i test e fare informazione per far capire che l’Aids è una malattia che c’è ancora ma si può curare". 
Gli obiettivi dell’Unaid (Agenzia dell’Onu contro l’Aids), ricorda Vella, dovrebbero valere per tutto il mondo, dove invece ancora muoiono 1,2 milioni di persone l’anno per la malattia. "Il loro raggiungimento - sottolinea l’esperto, che è anche uno dei curatori delle linee guida dell’Oms sull’Aids - permetterebbe non di eradicare il virus, cosa molto difficile finché non ci sarà un vaccino, ma di tenere sotto controllo l’epidemia, una cosa altrettanto importante".


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