Pd, il renziano Ermini chiede il congresso per uno choc anti-divisioni e generazionale

12 luglio 2016 ore 17:31, Lucia Bigozzi
Congresso subito. Detto da un renziano di ferro e della prima ora, suona un po’ stonato. Ma a ben guardare, nessuna sorpresa. David Ermini è alle prese con la gestione del Pd ligure che esce dalle ultime amministrative con le ossa rotte (per le divisioni interne ai dem e a sinistra) e i grillini al timone del Comune. E’ lui, infatti, che Renzi ha inviato in quel di Genova per tentare di rimettere insieme i cocci e rilanciare il partito. Il ruolo spiega il senso del suo lavoro: commissario. 

Pd, il renziano Ermini chiede il congresso per uno choc anti-divisioni e generazionale
Come si fa a ripartire? Ermini ha le idee chiare quando dice che al partito ligure serve una “scossa” anche sul piano generazionale per superare le divisioni che, evidentemente, dal passato continuano a resistere nel presente del suo mandato di commissario. E allora è presto detto, Ermini docet: “Voglio lavorare perché si celebri velocemente il congresso perché il Commissario non può essere l'alibi per chi non intende assumersi le proprie responsabilità politiche”.
Parole pronunciate davanti all’assemblea regionale del partito con un’aggiunta: “Lavoriamo prima di tutto sui contenuti abbandonando le divisioni interne, che non interessano la collettività, e concentriamoci poi sulle alleanze per un centrosinistra unito e capace di vincere ancora e solo infine pensiamo alla scelta dei nomi”. Ma c’è un messaggio anche per Roma: “Abbiamo stoppato il congresso regionale per disposizione della segretaria nazionale, ma ho chiesto a Guerini di poterlo svolgere lo stesso, perchè voglio farlo velocemente. Il Pd ligure ha bisogno di un punto di ripartenza, di uno choc, anche generazionale. Il commissario sta diventando un alibi per rinviare le scelte di una nuova classe dirigente”. Insomma, Ermini ha chiesto uno “strappo alla regola” per risolvere una volta per tutte i problemi che si è trovato davanti e che evidentemente, solo con lo choc di un congresso (che poi non è che la conta tra candidati e programmi) potrebbe risolvere un maniera definitiva. 

Non a caso sottolinea: “Se qualcuno pensa che andato via il Commissario si possa tornare alle divisioni interne del 2015, sappia che non fa bene al partito democratico. Ci vuole uno shock, anche generazionale, se no non troverete mai il modo di ripartire”. Rottamazione in vista, ma “solo” congressuale. 
autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
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