Da Milano ad Emmanuel, Beccalossi (FdI) denuncia: “Stiamo vivendo una fase di razzismo al contrario"

12 luglio 2016 ore 12:23, Lucia Bigozzi
“Stiamo vivendo una fase di razzismo al contrario. La stazione centrale di Milano è ormai un campo profughi a cielo aperto; Sala si sta arrangiando: vuole accoglierli tutti a dispetto dei santi…” Non ci gira intorno Viviana Beccalossi assessore in Regione Lombardia ed esponente di Fratelli d’Italia che nell’intervista con Intelligonews analizza il caso del bivacco sotto la Mela di Pistoletto. 

Il bivacco dei profughi sotto mela di Pistoletto: Milano attraversata dal degrado? Cosa chiedete al sindaco Sala e seppure a Palazzo Marino da pochi giorni avete idea di cosa sarà intenzionato a fare? 

"L’ho postato sul mio profilo Facebook già la settimana scorsa quando ho segnalato il caso, diciamo in tempi non sospetti. Negli ultimi dieci giorni mi è stata assegnata la delega alla città metropolitana, per cui di questi temi necessariamente si parlerà con Sala. E’ evidente che Sala, commissario di Expo fino a poco tempo fa trasformando di fatto Milano in una città ancora più bella di quello che era, ora a distanza di pochi mesi è sindaco di una città diventata capitale d’Italia dei profughi. E questo provoca un certo fastidio. Il biglietto da visita di Milano che è la stazione centrale è diventato un campo profughi a cielo aperto dove i giardini che incorniciano la stazione sono bivacchi per loro. E’ evidente che Sala si sta arrangiando, vuole accoglierli tutti a dispetto dei santi. E c’è un altro aspetto…"

Cioè?

"Bisognerebbe chiedersi che cosa facciamo per i milanesi che vivono nelle periferie. Invece, sembra che siano tutti impegnati a dare una risposta ai profughi che, peraltro, non è neanche la risposta adeguata perché se la risposta è farli bivaccare all’ombra degli alberi della stazione centrale o dentro, credo sia risposta inadeguata".

Salvini ha parlato di "Milanstan" , voi che farete contro il degrado? 
Da Milano ad Emmanuel, Beccalossi (FdI) denuncia: “Stiamo vivendo una fase di razzismo al contrario'
"Sicuramente faremo sentire la nostra voce nei quartieri denunciando questo fatto. Come Regione Lombardia ci tengo a sottolineare la nostra posizione di contrarietà rispetto alla scelta di ospitare i profughi in determinate sedi come il sito Expo". 

Quanto il degrado è pericoloso per la sicurezza?

"E' molto pericoloso e io aggiungerei anche dal punto di vista igienico-sanitario perché se fosse possibile camminare in stazione centrale o in altri luoghi di degrado di Milano mi creda che anche questa questione in termini di malattia trasmissibili non è da sottovalutare. Peraltro, tutti gli ospedali denunciano un aumento di malattie fino a poco tempio fa sconosciute: dalla scabbia alla tbc. Ciò dimostra che c’è molta preoccupazione e le conseguenze non potranno che essere gravi. Non solo, il tema è centrale anche rispetto alla risposta che viene data ai milanesi che vedono un grande impegno peraltro senza risultati nell’accoglienza dei finti profughi…".

In che senso finti profughi?

"I dati parlano chiaro: oltre l’80 per cento delle richieste di asilo, vengono puntualmente respinte dalle Commissioni perché non ci sono le condizioni; in realtà si tratta di immigrati clandestini: quindi un’attenzione così grande a fronte di una disattenzione sempre più forte nei confronti dei milanesi che stanno certamente meno bene oggi rispetto a qualche anno fa, è un elemento che stride.  
È evidente che anche questo è il segno di una mancata integrazione integrazione; mentre a livello mediatico si insiste moolto  segnale di mancata  ye integrazione manbcata, a lviello cultuale e sociale il problem cì’è è siperabile vome e se non pè suiperabile cose fate 
Se vogliamo parlare di integrazione dobbiamo avere anche la capacità di dire dei no. Dobbiamo dare una risposta di vita dignitosa a coloro che decidiamo di accogliere a fronte di altri no che dobbiamo dire a coloro che non siamo in grado di accogliere. Dicendo sì a tutti, rischiamo e lo stiamo già facendo, di dare una risposta inadeguata a tutti ma vengono date a tutti la stessa risposta: barboni che devono in qualchexhe modo aragniardi sotto gli alberi. Ho l’impressione che ci sia una distanza incolmabile tra coloro – non tutti – che rappresentano le istituzioni e i cittadini, Faccio un esempio molto chiaro…". 

Quale?

"La settimana scorsa ci sono stati nove italiani massacrati come bestie a colpi di machete a Dacca e le istituzioni italiane non si sono viste ai loro funerali. Qualche giorno dopo un italiano delinquente, ha ucciso un cittadino extracomunitario non si sa bene in che contesto, ma in ogni caso sbagliando e per questo va punito. Abbiano visto autorità dalla Camera e un autorevolissimo ministro partecipare ai funerali di questo povero extracomunitario; non dico che non dovevano farlo ma evidenzio che stiamo vivendo un periodo di doppiopesismo che tradurrei con razzismo al contrario". 

autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
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