Referendum-sorpresa: Renzi "sta sereno" ma la Boschi lo smentisce: "Riforma imperfetta"

12 luglio 2016 ore 16:08, Americo Mascarucci
"Nessuno ha la pretesa di presentare una riforma perfetta. Ci possono essere alcune criticità. Io per prima sono consapevole di alcune imperfezioni o magari che su alcuni punti si potevano fare scelte diverse. Ci possono per esempio essere posizioni differenti sul Titolo V e in particolare sulle competenze di Stato e Regioni". 
E’ l’opinione del Ministro delle Riforme Maria Elena Boschi proprio colei che ha dato il nome alla riforma costituzionale che sarà sottoposta a referendum.
Parole che la Boschi ha pronunciato nel corso di un convegno della Cisl nel corso del quale per altro è giunto un sostanziale via libera del sindacato alla riforma e all'azione del Governo, seppur non proprio a pieni voti. 
"Se il referendum fallisce - ha aggiunto Boschi - sarà più difficile riprendere il cammino delle riforme"
Quando si terrà il referendum? In che modo? Con un quesito unico o spezzettato?
A queste domande ha provato a rispondere il Premier Matteo Renzi.
Intervistato da Beppe Servegnini sul Corriere della Sera Renzi spiega che "il referendum costituzionale si terrà ragionevolmente a ottobre. Ma potrebbe anche essere il 6 novembre. Ci sono le leggi che dicono che, una volta presentate le firme e fatta la procedura, ci sono 50-70 giorni per indire il referendum. Ragionevolmente sarà a ottobre. Il 30 ottobre lo escludiamo perchè c'è il ponte, e allora se non è il 30 ottobre potrà essere il 6 novembre".
Renzi aggiunge: "Lo spacchettamento a mio giudizio non sta in piedi2 chiudendo quindi la porta a chi chiede di votare per quesiti separati. 
"In ballo c'è la Costituzione e la Costituzione ha delle regole  - ha sottolineato il Premier -e non è possibile, secondo la maggior parte dei giuristi, spacchettare e fare un referendum 'à la carte'. Trovo che ci sia un grandissimo Truman show: si spacchetta o non si spacchetta? A natale si spacchetta! Poi deciderà la Cassazione. A mio giudizio la domanda è semplice: volete continuare con questo Parlamento o cambiare? Volete un sistema in cui le regioni continuino con i poteri di oggi o meno? Alla fine si fa chiarezza".

Il Premier resta convinto che, sondaggi a parte, alla fine vincerà il Sì: "Io non ho paura del referendum perchè votano i cittadini".
Il ministro Boschi però è sembrata molto meno tranquilla come dimostrano le sue parole. 
"Votare sì o no al referendum costituzionale vuol dire votare pro o contro l'idea di cambiamento che abbiamo per il Paese - ha aggiunto ancora la Boschi - Chi dice no merita rispetto e ascolto ma è contento di come stanno le cose oggi, mentre chi dice sì vuole cambiare, non si accontenta dell'esistente ma guarda al futuro. Se passa il sì questa sarà la riforma degli italiani, un'occasione unica, saremo tutti madri e padri costituenti".

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