Tasse, le Tasi sono 75mila ma nessuno lo sa…

12 maggio 2014, intelligo
Tasse, le Tasi sono 75mila ma nessuno lo sa…
di Gianfranco Librandi
75000 sono il numero di Tasi fra cui muoversi – 900 sono i Comuni che hanno deliberato l’importo – 7000 i comuni che non sono ancora riusciti a farlo – 16 è il giorno di giugno in cui bisogna pagare la Tasi, anche se non si sa, quanto e soprattutto se bisogna pagarla! Volevamo andare in Europa per alzare la voce con questi virgulti della scienza politica contemporanea? Andiamo con ordine, la Tasi dopo lo studio approfondito di due governi (Letta e Renzi) finalmente si riesce a pagarla, rigorosamente dopo le europee per non correre il rischio che l’elettore se ne ricordi nella cabina elettorale. La data di pagamento è il 16 giugno, e la rata è ignota perché i comuni, oltre non avere tempo di pulire strade, riparare buche e frane, tenere a distanza dai negozi gli abusivi … non ha avuto tempo di stabilire l’importo e le eventuali esenzioni entro il limite del 30 aprile prorogato al 31 luglio. Dunque al 16 giugno il cittadino deve pagare una gabella di cui si conoscerà l’importo il 31 luglio. Sembra una sceneggiatura Pirandelliana con due filoni. Il contribuente di un Comune che non ha ancora deliberato (al momento soltanto 900 degli 8.000 Comuni italiani l’hanno già fatto) non potrebbe pagare l’imposta in anticipo rispetto alla scadenza (16 giugno) perché il rischio che una delibera successiva al suo versamento faccia variare l’importo dovuto è elevatissimo. I Comuni dovranno obbligatoriamente pronunciarsi perlomeno sulla suddivisione fra i proprietari e gli inquilini (che dovranno farsi carico da un minimo del 10 ad un massimo del 30% della Tasi) pena l’impossibilità per i contribuenti di effettuare il versamento dell’imposta. Quello che poi colora la rappresentazione dell’assurdo in maniera sorprendente è che le casistiche prevedono 75000 Tasi diverse (lo stabilisce il centro studi politiche territoriali della Uil). Le anomalie ormai sono all’ordine del giorno, con una par condicio che vede un presidente del Consiglio segretario di partito onnipresente. Saltiamo tutta la parte riguardante una programmazione del tutto inesistente, ma senza ignorare l’ultima “sparata” della Task Force anticorruzione, non a caso avallata da Angelino Alfano. Non possiamo sorprenderci se alla richiesta d’investitori dall’estero, l’Europa ci ride in faccia. E non possiamo sorprenderci se l’opposizione sale nei sondaggi senza fare sforzi, ormai non deve più trovare parole per rilevare che la sinistra è capace solo di tassare, non riesce a fare neanche questo!
autore / intelligo
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