Europee. Salsi: "Cercasi i candidati 5Stelle! Dove sono? Grillo, solista, ha capito che la rete..."

12 maggio 2014 ore 13:30, Marta Moriconi
Europee. Salsi: 'Cercasi i candidati 5Stelle! Dove sono? Grillo, solista, ha capito che la rete...'
Federica Salsi,
ex grillina impegnata sul territorio e promotrice del progetto  “Uno vale tanto” con altri delusi del M5S, a IntelligoNews parla di Grillo e delle sue Europee. Chiarisce subito che lei non vede “nessuna discontinuità rispetto a prima” e spiega perché i candidati pentastellati sono in naftalina. Ma qualcosa è cambiato, il rapporto tra il MoVimento e la Tv, perché “i giochi di potere sono più elevati…”. M5S e Europa. Alcuni accusano Grillo di essere ambiguo in questa campagna elettorale. E’ d’accordo? «Cerca di cogliere il malcontento del popolo, e più la sua comunicazione è ad ampio raggio più crea empatia e quindi consenso. Sarà ambiguo sull’euro per avere il consenso sia degli euro-scettici che degli euro-convinti. Batte i pugni sul tavolo, poi, perché la gente è arrabbiata e possa riconoscersi in questo suo gesto». Non era più semplice seguire il malcontento nei confronti della moneta unica? «Sì, poteva essere più facile, ma in realtà il solleticare il sentimento no-euro fa parte di una campagna-propaganda. Lui, invece, ha una strategia più di lungo raggio, non rischia». Schulz lo ha definito un neo-Stalin. Ma non nota qualche differenza con i modi del passato? Per le europee appare più contenuto?
Europee. Salsi: 'Cercasi i candidati 5Stelle! Dove sono? Grillo, solista, ha capito che la rete...'
«Io non vedo nessuna discontinuità rispetto a prima. E’ lui che fa la campagna elettorale, dice cosa dire e come dirlo. Non abbiamo visto nessun candidato alle Europee in Tv, nessuno che intervenga a dire la sua».
Perchè? « (Ride,ndr) Non sono pronti. Non ha ancora fatto in tempo a istruirli a dovere». Quindi il voto al M5S è un voto a Grillo? «Certo, i candidati sono degli sconosciuti» Salsi, oggi i grillini partecipano ai dibattiti tv, a lei costò caro. Cosa è cambiato? «E’ cambiato che hanno capito che con la rete da sola non si va da nessuna parte. I giochi di potere sono più elevati e i canali comunicativi servono tutti, per raggiungere un elettorato ampio. I grandi numeri non li fai con le piazze piene né virtuali né reali, ma con la tv». Avevamo lasciato gli ex grillini delusi e con la voglia di scendere in campo? Come procede la vostra attività politica? «Adesso è già da un paio di mesi che insieme ad altri esclusi dal M5S abbiamo costruito una rete che si chiama ‘Uno vale tanto’, un sito internet che altro non è che un multiblog dove siamo tutti collegati e poi c’è una parte centrale dove ognuno scrive ciò che crede. C’è un forum aperto a tutti, abbiamo alcune liste di persone che si sono presentate come candidate alle amministrative. E quindi stiamo cercando di ripartire dalle ceneri del MoVimento e dallo spirito iniziale: facendo rete in maniera orizzontale allargando la partecipazione il più possibile». In futuro le politiche? «Il progetto è in costruzione. Per poter partecipare ad un’elezione politica ci vuole comunque del tempo per evitare candidature simili a quelle fatte da Grillo, gente che solo vinto la lotteria. Invece va costruita una rete di cittadini reale e solida». Il caso Expo rafforzerà Grillo? «Certo, ogni schiaffo ai partiti è un voto in più per lui. Il M5S ha ottenuto il suo risultato non per i meriti delle persone, perfette sconosciute, ma per i demeriti degli altri partiti e per la campagna promozionale di Grillo». Chi sceglie voi rispetto a Grillo che cittadino è? «E’ un cittadino che si è sentito tradito dallo spirito originario del M5S. Attiva a livello civico e di associazionismo, che vuole fare le cose partendo dal basso, mettendoci la faccia senza avere il Guru del momento che ti dica cosa dire e cosa pensare». Grillo è forte ancora? «Alle Europee otterrà un risultato strepitoso. Funzionerà il voto di protesta, ne sono certa. Ma le amministrative saranno la cartina di tornasole per il MoVimento, credo che ci saranno delle sorprese. Lì non lo vedo forte perché a livello territoriale le persone sono più attente quando scelgono il proprio amministratore, devono mettere un nome, conoscerlo…». Se Grillo diventasse premier? «Ho il passaporto in tasca». E ride di nuovo, per non piangere forse...
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