Russia, Angela Merkel da Putin: è la mossa del cavallo

12 maggio 2015, intelligo
Russia, Angela Merkel da Putin: è la mossa del cavallo
di Alessandro Corneli

Rispettando i desideri di Barack Obama, i leader occidentali hanno disertato, sabato scorso, la parata di Mosca per celebrare il 70° anniversario della fine della Seconda guerra mondiale. Ma il giorno dopo, domenica, la Cancelliera tedesca Angela Merkel, senza chiedere il permesso, è volata nella capitale russa per incontrare Vladimir Putin. 

Un’operazione che salva la faccia alla diplomazia ma che nella sostanza è un gesto forte di autonomia di Berlino da Washington (e da Londra) e afferma anche sul lato politico la leadership della Germania in Europa. E mette Obama in una luce ancora più ambigua dal momento che il suo Segretario di Stato si reca a Mosca per cercare aiuto nel sempre più intricato puzzle mediorientale. 

Il nuovo sovrano saudita, Salman, ha infatti declinato l’invito del presidente americano di recarsi al summit di Camp David. Non ci sarà nemmeno il re del Bahrein. Le potenze sunnite del Golfo non condividono il dialogo tra Washington e Teheran e continuano a tenere duro sul prezzo del petrolio proprio mentre la Russia ha fatto ripartire il gasdotto South Stream: ora gli Usa premono sulla derelitta Grecia perché neghi il passaggio. C’è da chiedersi dove sia finita la religione della globalizzazione, del libero mercato mondiale del commercio, sostenuti dagli stati Uniti.

La mossa del cavallo operata dalla Merkel, che ha aggirato brillantemente la linea antirussa degli Stati Uniti, spiazza un’Europa che tenta di trovare una linea di politica estera nientemeno che sull’invasione di profughi dal Nord Africa e per questo vorrebbe mobilitare l’Onu contro gli scafisti. La Francia sta a guardare. Anzi, il presidente François Hollande va a Cuba ad ammirare i fratelli Castro ma quando i giochi sono stati già fatti da Papa Francesco e da Barack Obama. In Italia alcuni commentatori avevano suggerito maggiore flessibilità con la Russia. Addirittura Eugenio Scalfari ha dato ragione a Silvio Berlusconi sulla Russia, pur esprimendo riserve sul suo rapporto personale con Putin. 

Tutto inutile. Il renzi-centrismo impera. I risultati di una consultazione elettorale molto limitata sono studiati al microscopio e già si fantasticano i possibili scenari filtrati dall’Italicum. Così, per restare attaccata all’Europa, e per ricordare all’Europa che c’è, l’Italia usa gli sbarchi di immigrati, molto utili anche per le polemiche politiche interne. Raramente erano stati raggiunti simili traguardi di provincialismo.

Angela Merkel ha ricordato a tutti che la politica estera non si fonda sulle simpatie ma sugli interessi. La Russia è il primo partner commerciale della Germania cui fornisce la metà del gas consumato. L’interscambio tra i due Paesi ha superato i 56 miliardi di euro nel 2013. Poi sono arrivate le sanzioni, dolorose per entrambe le parti, che il viaggio della Merkel ha messo in discussione, dimostrando che poco le importa che cosa farà l’Europa quando, tra poco, dovrà decidere se confermarle. 

Anche perché questo significherebbe aumentare gli aiuti all’Ucraina e spingere per una ripresa dei combattimenti dall’esito incerto perché, se gli Usa riforniscono e addestrano i militari del governo di Kiev, la Russia farà altrettanto con i suoi simpatizzanti dell’Ucraina dell’Est. Con il suo viaggio a Mosca, la Cancelliera tedesca vuole evitare questo scenario. Nell’interesse della Germania, ma anche dell’Europa.    
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