Fittiani via, annuncia Bianconi: “A breve il nostro partito-progetto. Berlusconi? Un impaccio"

12 maggio 2015, Lucia Bigozzi
Fittiani via, annuncia Bianconi: “A breve il nostro partito-progetto. Berlusconi? Un impaccio'
“A breve nascerà il nostro partito. Qui non c’è da uscire da Fi, è Fi che esce dal panorama politico nazionale…”. Va dritto al punto Maurizio Bianconi, parlamentare forzista - ancora per poco -, in linea col progetto di Fitto. Non ama definirsi ‘fittiano’, casomai ‘bianconiano’. Nella conversazione con Intelligonews anticipa i passaggi imminenti della rottura definitiva con Berlusconi “che oggi è solo d’impaccio per il centrodestra” e svela cosa sarà il nuovo soggetto politico, ancorato al partito conservatore inglese.

State facendo un partito sì o no?

«Stiamo lavorando alla costituzione di un partito che faccia quello che non ha fatto il Pdl e che non ha fatto Fi e che soprattutto cominci la battaglia in Europa e smetta di fare il predellino di Junker, della Merkel e dei sistemi bancari che ci stanno massacrando. Noi vogliamo acquisire forza in Europa e siamo molto legati al partito conservatore riformista inglese. E’ questa la nostra collocazione politica europea dalla quale deriva una politica nazionale adeguata, perché qui si pensa che si risolvono i problemi da Marsala, invece si risolvono da Bruxelles. E non si risolvono neanche da Firenze o Prato, come pensa Renzi»

Mi faccia capire bene: se a breve fondate il partito, uscite dal gruppo parlamentare di Fi e ne costituite uno autonomo? Tutto ciò prima o dopo le regionali?

«Io sono di questa idea: prima si fa il partito, poi i gruppi parlamentari ma se venisse fatto in maniera diversa non me ne avrei a male. Se era per me - e l’ho già detto a Fitto – si era già fatto il nostro partito. Insomma, prima si comincia meglio è perché poi tutto succede puntualmente. E’ come quello che dice bisogna tagliare il dito e il dottore risponde aspettiamo che caschi da solo… Qui non c’è da uscire da Forza Italia, è Forza Italia che esce dal panorama politico, grazie a una sequela di errori e di atteggiamenti di supponenza». 

Si riferisce anche all’esito delle comunali in Trentino Alto Adige con Fi ai minimi storici?

«Le elezioni comunali sono la riprova: magari Fi al prossimo giro potrà prendere l’8 o il 9 per cento ma è un dato che conferma che quell’esperienza è finita e che Berlusconi oggi è solo d’impaccio per il centrodestra, senza nulla togliere a tutto quello che ha fatto. Il punto è che la gente  si riconosce anche da come esce di scena: Tremonti, Monti, Letta, il patto del Nazareno, non ne ha azzeccata una, confidando sempre nei recuperi elettorali e nel suo carisma, ma pur con tutti i dovuti distinguo, sul piano politico anche Mussolini aveva i suoi recuperi elettorali ma poi è finito a testa in giù…».

Se Berlusconi si tirasse indietro come lei auspica, il partito repubblicano che ha proposto vi convincerebbe? Evitereste di fare l’ennesimo partitino?

«Berlusconi ha detto: voglio un partito repubblicano sul modello americano e lo voglio come se fosse un comitato elettorale aperto. Tradotto vuol dire: voglio continuare a fare come voglio, il re, il monarca e chi pensa… non è benvenuto. E’ l’ennesima bufala che cerca di rifilare agli ultimi deputati che continuano a seguirlo».

Sì ma se facesse un passo indietro, venissero decise le primarie per la selezione della classe dirigente, voi restereste al vostro posto?

«Noi vogliamo primarie e un partito di territorio, un partito che avvalendosi anche dei media e della rete, non perda il rapporto tradizionale con la gente»

Insisto: in questo scenario il centrodestra si potrebbe ricomporre o no?

«Noi abbiamo provato a far fare un passo indietro a Berlusconi, lui non l’ha fatto, allora si va via noi».

Con Fitto leader? Non mi pare abbia un carisma fortissimo.

«Il nostro è un ragionamento politico molto serio e bisognerebbe cominciare a pensare che il tempo del leader potrebbe  essere un po’ passato. Pensare ancora di fare partiti sulla testa di un leader non mi pare una visione lungimirante, anche perché abbiamo visto la fine che i partiti leaderistici fanno: da Segni a Di Pietro a Berlusconi. Quindi, puntare sul leader mi sembra una questione riduttiva; occorre puntare sul partito-progetto, dopodichè se c’è uno che le cose le dice meglio di un altro va benissimo. Fitto farà il presidente ma una cosa è fare il presidente, altro è fare l’uomo immagine. Ogni partito ha sempre avuto un segretario e un presidente; poi tutto è provvisorio: ci saranno le primarie, poi i congressi, noi faremo partire tutto dal basso. Lo stesso programma noi lo proporremo ma poi lo rifiniremo dopo aver sentito e coinvolto tutti»

Alfano a Otto e Mezzo ha detto che tra Renzi e Salvini c’è lui e non più Berlusconi. Cosa risponde?

«Rispondere ad Alfano oggi mi sembra sia una perdita di tempo…».

autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
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