Forza Italia, il suggerimento della Sardone a Fitto: "Faccia come Civati"

12 maggio 2015, Adriano Scianca
Forza Italia, il suggerimento della Sardone a Fitto: 'Faccia come Civati'
"Dunque, il vostro partito è in crisi". "Ah, lei dice?". Silvia Sardone, membro della segreteria regionale di Fi, la prende con ironia, ma la situazione in Forza Italia si fa sempre più complicata, sia per i risultati delle amministrative, sia per la scissione dell'ala fittiana, che ormai è molto più che una semplice ipotesi. "Se sei in un partito e non ti piace la linea esci, come ha fatto Civati", pungola la giovane azzurra intervistata da IntelligoNews.

Sardone, come giudica l'ormai imminente scissione dei fittiani? 

«Credo che in questa fase dovremmo cercare di non portare nessuno a uscire. Di Fitto apprezzo la vicinanza a Cameron mentre non mi piace il fatto che in Puglia abbia distrutto la coalizione. In generale credo che se sei in un partito e non ne apprezzi la linea esci, come ha fatto Civati». 

Secondo il fittiano Bianconi, intervistato da IntelligoNews, Berlusconi è ormai una figura di intralcio, in Forza Italia. È d'accordo? 

«Facciamo un ragionamento al contrario: i voti di Forza Italia, in questo momento, sono i voti di Berlusconi. Se togli lui prendiamo lo zero virgola qualcosa. Questo perché in questi anni abbiamo avuto una classe dirigente che ha depauperato il patrimonio politico del partito. Manca un progetto politico e una caratterizzazione sulle idee. Oggi siamo più famosi per i litigi interni che per le proposte. L'ultima volta che abbiamo parlato di politica è stato per la legge elettorale, che agli italiani interessa meno di niente. Dobbiamo tornare a parlare di lavoro, sicurezza, tasse...»

Se i voti di Fi sono i voti del solo Berlusconi significa che qualcosa non ha funzionato, però...

«Premesso che oggi, per i motivi che ho detto, è impensabile una Forza Italia senza Berlusconi, credo che noi dobbiamo essere berlusconiani per il dopo Berlusconi, dato che lui non è mica eterno... A me sembra, però, che anche il rinnovamento venga concepito come una parola da campagna elettorale, poi i vecchi mestieranti della politica tengono sempre le redini. Ecco perché i volti nuovi devono avere il coraggio di spodestare questa classe dirigente senza chiedere permesso». 

Su tutto aleggia lo spettro di Salvini. Come vede i rapporti col leader leghista? 

«Salvini è molto bravo a parlare alle persone. Ma con i suoi numeri non arriva a governare. C'è la necessità di condividere programmi comuni. Il problema è che la legge elettorale non prevede coalizioni e sia Salvini che la Meloni hanno già detto di no al partito unico di centrodestra. E di certo non si può fare una lista unica da soli...». 

Se la Lega continua a crescere di questo passo e voi continuate a perdere terreno, tuttavia, si porrà il problema della leadership, non crede? 

«Mah, insomma, un anno fa il problema della Lega era lo sbarramento al 4%. Ora è cresciuta molto ma non è un partito moderato. E la maggioranza degli italiani è composta da moderati. Comunque ripeto, la nuova legge elettorale non prevede coalizioni, quindi il problema della leadership si pone relativamente».
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