Grexit, l’Fmi frena sul terzo salvataggio di Atene

12 maggio 2015, Luca Lippi
Grexit, l’Fmi frena sul terzo salvataggio di Atene
L’istituto guidato da Christine Lagarde non vorrebbe prendere parte a un possibile terzo salvataggio della Grecia. Proprio durante il meeting di ieri l’Fmi avrebbe espresso la sua contrarierà a causa della scarsa volontà di Atene di attuare i correttivi e le riforme richieste. 

È un’indiscrezione rivelata dal quotidiano spagnolo “El Mundo”, indiscrezione per modo di dire, poiché è già notizia vecchia che una volta saldato il conto con la Grecia anche la Merkel è pronta a porgere “distinti saluti”, salvo poi dover mettere sul tavolo le carte dei conti di bilancio che non tornano per entrare nell’euro con il benestare di Helmut Kohl, e la conferma neanche troppo necessaria arriva anche da Romano Prodi che proprio oggi in un convegno ha candidamente ammesso: “La Grecia truccò i conti per entrare in Europa!”. Niente che non sia già noto ai più, non solo la Grecia ha corretto i conti di bilancio oltre la tassa per l’Europa!

Di fatto con un giorno di anticipo la Grecia salda la rata al FMI, e visto che non c’erano soldi sufficienti per pagare le pensioni, viene da chiedersi come ha fatto a recuperare i soldi?

Per ripagare il debito da 750 milioni al Fondo monetario internazionale, la Grecia avrebbe fatto ricorso alla liquidità presente sul conto presso l'istituto con sede a Washington. Lo dice il giornale greco Kathimerini “per saldare il debito sarebbero stati ritirati 650 milioni di euro dalle riserve depositate presso il Fmi”.

Altra domanda: ma come si sanno tutte queste cose? Nel modo più semplice del mondo, facendo cronaca! È alla luce del sole che proprio stamattina le autorità elleniche per decreto autorizzano il trasferimento di 64,5 milioni dai conti pubblici alla Banca centrale greca e lo spostamento di 535,8 milioni di euro da “altre entità”. 

In sostanza, Tsipras sta rastrellando ovunque per onorare i conti interni, saldare i debiti con l’Europa evidentemente perché è certo di sistemare tutto raggiungendo l’accordo entro fine mese con l’Eurogruppo. 

Ma se il FMI non intende più partecipare al salvataggio di un Paese che fa debiti per ripagare i debiti (come biasimarli), a cosa serve tutta sta “melina”?



autore / Luca Lippi
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