"Leghisti, non celebrate le unioni civili": non tutti i sindaci obbediscono a Salvini

12 maggio 2016 ore 11:33, Americo Mascarucci
Unioni civili, il segretario della Lega Matteo Salvini ha lanciato un invito ai sindaci del Carroccio.
''Sindaci della Lega disobbedite perché è una legge sbagliata,anticamera delle adozioni gay". 
Poi ha aggiunto:"La disobbedienza  alle leggi sbagliate è una virtù. Questa è una legge sbagliata e per alcuni aspetti discriminatoria. Non si capisce perché dovrebbe esserci la pensione di reversibilità per le coppie gay, mentre viene messa in discussione quella delle coppie sposate anni e anni fa". 
Sulla stessa linea ma più cauta Giorgia Meloni candidato sindaco di Roma che spiega: "Rispetto alle celebrazioni delle unioni civili è diritto dei sindaci fare obiezione di coscienza, anzi andava previsto dalla legge - ha detto il candidato sindaco di Fratelli d'Italia e della Lega - Se dovessi diventare sindaco di Roma rispetterò la legge anche se non celebrerò di persona le unioni civili. Poi come leader di Fratelli d'Italia , ha annunciato: "mi impegnerò per sostenere il referendum abrogativo".
Insomma il dibattito è infuocato, il primo ad accendere la miccia era stato Alfio Marchini candidato centrista al Comune di Roma dichiarando che se eletto non avrebbe mai celebrato le nozze gay. Poi di fronte alle polemiche ha corretto il tiro: "Rispetterò la legge". 

'Leghisti, non celebrate le unioni civili': non tutti i sindaci obbediscono a Salvini
E adesso per i sindaci leghisti si pone il problema di dover bilanciare la coscienza con il rispetto delle leggi. C’è chi è pronto a trasgredire la legge seguendo l’invito di Salvini e chi invece si mostra più cauto.   
Il sindaco di Padova, Massimo Bitonci, è categorico: "Non celebrerò mai matrimoni fra persone dello stesso sesso Dopo aver tradito il popolo della famiglia, Renzi venga a Padova a celebrare il primo matrimonio gay della storia della nostra città, lo aspetto". 
Prudente invece Attilio Fontana sindaco di Varese che spiega: "Nel merito ha ragione Salvini, ma ci sono normative che devono essere rispettate. Bisogna che i sindaci sappiano che violando la legge commettono abusi di cui potranno essere responsabili, poi ognuno, a seconda del coraggio o della forza che ha nel contestare questa decisione, deciderà".

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