Truffa e disastro colposo su 8 Km della A3: sequestrato tratto ma transitabile

12 maggio 2016 ore 13:13, Luca Lippi
Da tempo se ne stava parlando e ovviamente non era pensabile che la magistratura non provvedesse a indagare e a prendere provvedimenti. Infatti, il risultato dell’indagine condotta dalla Guardia di Finanza di Vibo Valentia ha sequestrato altri 8 chilometri e mezzo dell’autostrada A3 (tra gli svincoli di Mileto e Rosarno) e un tratto della strada provinciale Sp 58. Gli otto chilometri sequestrati oggi si aggiungono alla galleria killer, il tunnel "Fremisi-San Rocco" sull'A3 in direzione sud finita sotto sequestro preventivo e urgente per "la pericolosità di quel tratto autostradale dovuta a gravi difetti strutturali della sede stradale" (nella galleria c’è uno sperone di cemento armato che non ha alcuna logica!
Insomma pezzo a pezzo stanno smantellando giudizialmente l’opera più longeva ed “eurovora” della storia del nostro Pese, mettendo a serio rischio l’inaugurazione promessa da Matteo Renzi del 22 dicembre prossimo.

Truffa e disastro colposo su 8 Km della A3: sequestrato tratto ma transitabile

I reati contestati sono disastro doloso, lavori in sub appalto senza autorizzazione della stazione appaltante, truffa aggravata ai danni di ente pubblico in relazione all’indebita percezione di pagamenti per smaltimento di rifiuti di lavorazione, attestato mediante falsa documentazione, falso materiale ed ideologico commessi nella redazione della contabilità lavori. Nell’inchiesta sono indagate 21 persone tra dirigenti dell’Anas e responsabili della società “Cavalleri Ottavio Spa”.
Il problema riscontrato e verificato riguarda i Viadotti che rischiano di crollare perché costruiti in zone a rischio idrogeologico e senza un adeguato studio idraulico. Ma anche lavori fatti “in economia” per far lucrare la società che si era accaparrata l’appalto. Leggendo il provvedimento di sequestro emesso dal procuratore di Vibo Valentia Mario Spagnolo e dal sostituto Benedetta Callea, al centro dell’inchiesta c’è la realizzazione dei viadotto costruito sul letto del fiume Mesima che rischia, adesso, di scalzare i piloni della struttura. 
La Ctu della Procura evidenzia che “Il progetto doveva essere necessariamente corredato da uno specifico studio idraulico, redatto secondo le linee guida del Pai, da sottoporre a parere dell’Autorità di Bacino della Calabria, vista l’interferenza del tracciato autostradale con il fiume Mesima”.
Lo studio ovviamente non c’è stato. “Il rischio di esondazione del fiume Mesima e, di conseguenza, di inondazione della strada provinciale 58 e di tutte le strade interpoderali e di cantiere in prossimità dell’opera autostradale – si legge nel provvedimento di sequestro – è concreto e attuale ed è causalmente riconducibile sia alla mancata e inadeguata previsione delle opere a difesa della cantierizzazione dei lavori in alveo da parte dell’impresa costruttrice”. Per eseguire i lavori, è stato modificato addirittura il percorso del fiume, “oggi pericolosamente incidente sulle pile in alveo”. 
Il procuratore di Vibo Valentia dice: “Stiamo lavorando senza sosta. Le indagini sulla vicenda che ha portato al sequestro del tratto dell’autostrada A3 vanno avanti. La Procura sta approfondendo in primo luogo i profili relativi alla sicurezza dei cittadini che attraversano l’opera e poi sulle somme in più percepite da questa ditta coinvolta”.
Attenzione però, il sequestro preventivo eseguito oggi prevede la “facoltà d’uso” dell’A3. La situazione è sicuramente grave, ma non è concepibile chiudere 8 chilometri e mezzo di autostrada e tagliare di fatto la Provincia di Reggio Calabria dal resto del Paese. 
Chiusa, invece, la strada provinciale SP 58 in provincia di Vibo Valentia. 

autore / Luca Lippi
Luca Lippi
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