Unioni civili, Fioroni (Pd): "Cari cattolici, il problema non è fare melina. Legge che dà risposte di civiltà"

12 maggio 2016 ore 13:21, Lucia Bigozzi
“Alla Camera c’è una maggioranza molto vasta e trasversalissima che avrebbe potuto consentire modifiche rispetto al Senato nel senso non sperato da me”. Mette un punto fermo Giuseppe Fioroni, parlamentare dem ed esponente dell’ala cattolica nell’intervista con Intelligonews il giorno dopo il sì alle unioni civili. Punto fermo anche su adozioni gay…

Come ha votato e perché? 

"Io ho partecipato al voto di fiducia perché lo ritengo un atto di coerenza, correttezza e responsabilità politica per chi sostiene il proprio governo. Non ho partecipato al voto finale perché impegnato in missione. Dopodichè ho visto un grande polverone sollevato sul voto di fiducia che è uno strumento previsto dal nostro ordinamento che il governo ha la discrezionalità e autonomia di usare. Al Senato c’è stata una battaglia lunga, dura ma molto franca che ha portato a una modifica sostanziale del ddl Cirinnà, della stepchild adoption e a una separazione tra unioni e matrimonio. Alla Camera, c’è una maggioranza molto vasta e trasversalissima che avrebbe potuto consentire modifiche rispetto al Senato nel senso non sperato dalla mia sensibilità. Ma voglio dire un’altra cosa…".

Unioni civili, Fioroni (Pd): 'Cari cattolici, il problema non è fare melina. Legge che dà risposte di civiltà'
Quale? 

"In un sistema democratico come il nostro, il problema non è fare melina affinchè i problemi vengano rinviati, bensì affrontare il dibattito in maniera franca: questa è una legge che in grande parte dà risposte di civiltà a coloro che hanno scelto di convivere che meritano di essere rispettati nel riconoscimento dei diritti ma anche nella libera scelta di non seguire l’istituto del matrimonio. Le contrapposizioni ideologiche hanno sempre necessità che non ci sia l’affermazione di una buona legge ma da un lato un nemico da sconfiggere – il fronte cattolico, il fronte oscurantista – e dall’altro un cattivo che ti ha punito e che va punito, magari minacciando di non votare un referendum costituzionale".

Il secondo passo saranno le adozioni gay? Lei si sente di escluderlo a priori oppure accadrà?

"Io non faccio il mago o il chiaroveggente. Io so che approvata questa legge, credo che nell’agenda delle priorità del governo debba essere inserita quella della famiglia, ovvero un impegno per le politiche della famiglia che significano politica fiscale, politica economica e di sostegno alla formazione sociale. Credo che oggi questa sia un’emergenza e il mondo cattolico su questa battaglia a favore delle politiche familiari e non delle politiche dei singoli che a diverso titolo scelgono di stare insieme, debba impegnarsi. Serve un assetto legislativo che preveda fondi e incentivi". 

E’ d’accordo con il suo collega di partito Scalfarotto che si è detto a favore di eutanasia e liberalizzazione delle droghe leggere?

"Ci sarà la libertà di coscienza, in un partito che discute di tutto anche su temi cose sciocche con grande libertà di decisione su temi come la signoria della vita e la morte, le droghe, la famiglia i figli, non è una furbizia ma una scelta. Credo che vada normato l’accanimento terapeutico, mentre sul versante delle tossicodipendenze ritengo che serva molta riflessione e saggezza, domandandoci se qualcuno è ancora convinto che la liberalizzazione favorisce la riduzione dell'accesso". 
autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
caricamento in corso...
caricamento in corso...
[Template ADV/Publy/article_bottom_right not found]