Unioni civili, Gandolfini: “Se Boschi mette mano a legge 184 saremo costretti a un nuovo Family Day”

12 maggio 2016 ore 13:57, intelligo
di Luciana Palmacci. 

Dopo il sì alla Camera al testo sulle unioni civili, diventato leggese la Boschi mette mano alla legge 184 saremo costretti a un nuovo Family Day, queste le parole rilasciate a IntelligoNews di Massimo Gandolfini, Presidente del Comitato Difendiamo i nostri figli, riguardo la problematica ancora aperta delle adozioni gay. Fermamente dichiara che la famiglia è quella composta da padre e madre e quella che si sta prospettando non è che una deriva antropologica pericolosa. Favorevoli a un referendum abrogativo, il Comitato concentra tutte le sue energie a un altro referendum, quello costituzionale a ottobre. 
Unioni civili, Gandolfini: “Se Boschi mette mano a legge 184 saremo costretti a un nuovo Family Day”

Avendo letto il suo comunicato, qual è il suo commento sulle adozioni gay, le vede realizzate in un prossimo futuro? 
“Sono molto preoccupato su questo piano, perché il fatto che Maria Elena Boschi abbia detto che vuol mettere mano a una modifica della legge 184, quella che regola le adozioni nazionali e internazionali, mi agita moltissimo, lo trovo un passaggio pericoloso. Ribadendo quello che ho già detto più volte, se il tentativo di modificare la legge dovesse accadere sotto lo slogan ‘adozioni per tutti’, se si aprissero le adozioni anche alle coppie omogenitoriali, maschio o femmina che fossero, noi saremo costretti a ritrovarci nuovamente a piazza San Giovanni per un altro Family Day in cui denunciare questa deriva antropologica pericolosissima. Il diritto del bambino è di avere un papà e una mamma. Non esiste l’idea che il bambino abbia due genitori di pari sesso”. 

Salvini ha fatto appello ai suoi sindaci affinché non celebrino i matrimoni gay, andando a creare spaccature all’interno del partito suo stesso. Come si può cambiare la storia oggi rispetto ai limiti che si constatano attualmente in politica? 
“Innanzitutto, c’è ancora un passaggio importante da fare che è la firma del Presidente della Repubblica. Io gli ho fatto già avere un documento con i profili di incostituzionalità di questa legge, appellandomi a lui come massimo garante della Costituzione affinché valuti con rigore e limpidezza le speranze che noi gli abbiamo posto. Per quanto riguarda la celebrazione dei matrimoni, questa legge sarà pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale, quindi diventerà operativa, ed è chiaro che una libertà di coscienza ai singoli sindaci si deve lasciare. Per cui, al di là dell’appello di Salvini ai sindaci leghisti, quello che io dico è che ogni singolo sindaco possa secondo coscienza non celebrare questi matrimoni gay. Naturalmente essendo legge dello Stato ormai quel diritto è garantito, quindi all'interno della giunta o del comune si troverà la persona che non fa obiezione di coscienza. Al singolo sindaco perché vietarla? Oltretutto era uno degli emendamenti che avevamo presentato in commissione giustizia e che non è stato considerato. Per cui è un appello di coscienza che mi sento di condividere, poi comune per comune vedrà come realizzarlo”. 

Si parla già di referendum abrogativo, che il Centrodestra ha proposto, voi come vi ponete rispetto a questo, sapendo che siete indirizzati al referendum costituzionale d’ottobre? 
"Sì noi stiamo concentrando tutti i nostri sforzi e impegni sul referendum costituzionale, e per quanto riguardo quello abrogativo è chiaro che è una strategia di medio termine, non immediata, che va pensata molto bene. Come strategia in sé ne condividiamo la possibilità, ma in questo momento noi del Comitato Difendiamo i nostri figli vogliamo presentare le nostre forze sul no al referendum costituzionale".
autore / intelligo
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