In Italia le unioni civili sono legge: come cambia la vita per i gay

12 maggio 2016 ore 16:21, Luca Lippi
Sappiamo tutti cos’è la legge sulle unioni civili? Il disegno di legge sulle unioni civili, approvato ieri alla Camera con la fiducia sul testo già approvato al Senato, è legge e istituisce per la prima volta in Italia l'unione civile tra persone dello stesso sesso. 
Che cos’è l’unione civile? L’unione civile tra persone dello stesso sesso viene definita “specifica formazione sociale”. Il fondamento delle unioni civili viene individuato negli articoli 2 e 3 della Costituzione che riguardano appunto le “formazioni sociali ove si svolge la personalità” dell’uomo e il principio di uguaglianza senza distinzioni di sesso. Insomma l’Unione civile “secondo la volontà del legislatore” si riferisce alle parti e al loro obbligo di concordare l’indirizzo della vita familiare.
Come si costituisce un’unione civile? Così come il matrimonio (non quello religioso sia chiaro!), per formalizzare l’unione civile tra omosessuali è necessario presentarsi di fronte all’ufficiale di stato civile del Comune e alla presenza di due testimoni. L’atto viene registrato nell’archivio dello stato civile dallo stesso pubblico ufficiale.

In Italia le unioni civili sono legge: come cambia la vita per i gay

Gli interessati devono essere maggiorenni e dello stesso sesso.
Può essere vietata l’unione civile tra omosessuali? Certamente! Esattamente quando una delle parti è sposata (con una persona, ovviamente, di sesso diverso) o ha in corso un’unione civile con un’altra persona dello stesso sesso. In buona sostanza, sono cause impeditive dell’unione civile il precedente (e ancora valido) matrimonio o una precedente unione civile. Ancora è vietata l’unione civile quando una delle due parti ha un’interdizione per infermità di mente, e poi ancora se tra le parti vi sono rapporti di parentela. In ultima analisi, è vietata se una delle parti è stata condannata, con sentenza definitiva, per omicidio consumato o tentato nei confronti di chi sia coniugato o unito civilmente con l’altra parte.
La sussistenza di una delle cause impeditive descritte comporta la nullità dell’unione civile; ogni violazione è impugnabile da ciascuna delle parti, dagli ascendenti prossimi, dal pubblico ministero e da tutti coloro che abbiano un interesse legittimo e attuale all’impugnazione.
Diritti e doveri dei contraenti (perché di questo si tratta): i due contraenti non sono legati dall’obbligo di fedeltà (sempre per evitare l’assimilazione al matrimonio). Restano tutti gli altri obblighi tipici del matrimonio come l’assistenza morale e materiale: pertanto sarà considerato colpevole il comportamento di chi non contribuisca, per esempio, al ménage familiare in rapporto alle proprie possibilità, non si prenda cura dell’altro (abbandonandolo, per esempio, quando malato), ecc. In buona sostanza, ognuno dei due contraenti ha il dovere di contribuire ai bisogni comuni “in relazione alle proprie sostanze e capacità di lavoro professionale e casalingo”. La coabitazione per cui diventa contestabile una violazione dell’unione per l’abbandono del tetto domestico, proprio come nel matrimonio.
Le parti possono decidere (di comune accordo) di assumere il cognome dell’altro o di aggiungerlo al proprio. Tutto quindi è rimesso all’accordo dei soggetti che potranno optare quale dei due cognomi far “prevalere” o se, invece, adottare un “cognome composto”.
In questo scenario ampio di obblighi deve ritenersi compreso anche il diritto di visita in ospedale e la possibilità di delega a consenso medico.
Il testo prevede che, per assicurare una tutela effettiva dei soggetti e l’adempimento, da parte loro, degli obblighi di legge, le disposizioni che fanno riferimento al rapporto matrimoniale e contengono espressioni quali “coniuge”, o altre equivalenti, devono trovare applicazione anche nelle ipotesi di unioni civili tra persone dello stesso sesso.
Eredità: in caso di decesso e apertura della successione di uno dei due contraenti, al superstite va la “legittima”, cioè il 50%, e il restante va agli eventuali figli.

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