Padoan alla Ue: basta "rigore", caos migranti vale la flessibilità

12 maggio 2016 ore 21:25, Luca Lippi
Pier Carlo Padoan ha inviato una lettera a Bruxelles, accompagnata da un articolato documento che illustra i ‘fattori rilevanti’ alla base dell’andamento del debito. Fattori che, secondo l’Italia, giustificano gli scostamenti dagli obiettivi. Il problema è tutto nel target di riduzione del debito, espresso in termini di ‘sforzo strutturale’.
La lettera è stata scritta in vista del giudizio sul rispetto del Patto di stabilità per il 2015, in arrivo il 18 maggio assieme alla risposta sulla flessibilità da parte della Ue. L’Italia prova a rassicurare la Commissione europea preoccupata dal debito elevato, e Padoan cerca di rassicurare tutti per scongiurare l’aumento dell’iva e delle accise allo scopo di rimpinguare le già stremate finanze.

Padoan alla Ue: basta 'rigore', caos migranti vale la flessibilità

La Ue in realtà non ha bisogno di spiegazioni, la mediazione cui Padoan cerca di avviare concilianti accordi per dissuadere Bruxelles da intimare procedure di infrazione costose è un proforma. La situazione preoccupante è che c’è una corrosione progressiva ed esponenziale della base imponibile (lo ha rilevato anche la corte dei Conti a marzo), e per questo non c’è rimedio nell’immediato!
 La certezza per l’Europa rimane nel momento in cui Padoan avrà sicuramente ricordato a Bruxelles che la legge di stabilità non ha mai cassato il rischio delle clausole di salvaguardia, lo ha solamente posposto. La legge di Stabilità 2016 ha previsto, per il 2017, l’aumento dell’IVA ordinaria dal 22 al 24% e quella agevolata dal 10 al 13%; nel 2018, invece, si passerà dal 24 al 25%. Il tutto senza bisogno di nuove disposizioni legislative: l’aumento è stato, infatti, già programmato nell’ultima manovra di fine anno che ha vincolato lo scatto dell’IVA al mancato conseguimento dei risultati di bilancio collegati al recupero dell’evasione (voluntary disclosure). 
Nella lettera scritta da Padoan, si legge: “La riduzione del rapporto fra debito e prodotto interno lordo è uno degli obiettivi chiave del governo italiano, al pari della riduzione del deficit, Il rapporto è stato virtualmente stabilizzato nel 2015, nonostante le avverse condizioni economiche”, potrà bastare alla Ue una simile giustificazione?
Però se andiamo oltre le questioni di forma, Padoan sa bene quello che può chiedere e l’Europa sa bene cosa dare, è solo questione di mettersi d’accordo, e infatti, le cose si sono messe al meglio per l'Italia sul fronte dei conti pubblici quando è stato chiaro che su un altro capitolo fondamentale, l'immigrazione, Roma ha perso tutte le battaglie.
Già da un paio di giorni da Bruxelles è filtrata la notizia che sul deficit non ci saranno problemi. L'Italia potrà sforare i limiti dei patti, invocando la flessibilità per le riforme, investimenti e migranti e ottenere quello 0,8% che chiede da mesi, contro lo 0,75 concesso dai patti. Circa otto miliardi a disposizione dell'esecutivo, un bel mezzo punto di Pil.
Concessione fatta all'Italia solo in virtù del fatto che il Belpaese è stato messo da parte nella gestione dei migranti e doveva in qualche modo essere ricompensato il sacrificio.

autore / Luca Lippi
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