Serie A "involuta", Marotta dà la sentenza: "Una volta era l'Eldorado per Champions"

12 maggio 2016 ore 17:12, Lucia Bigozzi
Le parole di Beppe Marotta su Serie A e Champions League sono destinate a far discutere. Il dirigente della Juventus è convinto che in Italia ci sia “un processo di involuzione in Italia. Negli anni ’90-2000, il nostro campionato era l’Eldorado, oggi è quasi un campionato di transizione. Però, c’è un grande però, Italia c’è un campionato nazionale con un dispendio di energie molto forti”. Un esempio per rendere il concetto più efficace: “Non puoi permetterti di andare a giocare con il Sassuolo e con il Carpi sottovalutando l’impegno, perché rischi di perdere. Altre squadre di altri campionati sono avvantaggiate, perché localmente non hanno il nostro stesso stress mediatico”.

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anche se come afferma Marotta (secondo quanto riporta SuperNews) spesso è la fortuna che aiuta gli audaci, oltre naturalmente al merito e alla qualità delle prestazioni professionali. E infatti afferma: “La fortuna e l’imprevedibilità hanno un ruolo molto importante tanto che nessuna squadra è riuscita a vincere due volte la Champions in maniera consecutiva, questo non è certo un caso. L’anno scorso abbiamo perso in finale con il Barcellona, la squadra più forte al mondo. Per vincere la coppa conta arrivare la sera in cui si gioca la partita decisiva con la squadra migliore e le condizioni fisiche migliori”. C’è un’altra variabile che per il dirigente juventino gioca un ruolo importante: “Dagli ottavi in poi il sorteggio ha un ruolo rilevante e questo gioca a discapito della finale. C’è differenza fra campionati nazionali e Champions, una differenza enorme, il torneo lungo premia davvero il team migliore, in Europa ha molta rilevanza il periodo in cui affronti certi match. In campionato non vince chi esprime il gioco migliore, ma vince la squadra migliore in assoluto: a ottobre eravamo 13esimi e ora abbiamo chiuso primi, solo fortuna? No, per niente. La Champions è la coppa dei dettagli?”

Marotta se lo chiede e propone la risposta ricorrendo a un esempio: “Basta perdere a Siviglia per arrivare secondi nel girone e per non essere teste di serie al sorteggio. Oppure basta giocare una partita come a Istanbul (nel 2013, ndr) in condizioni al limite dell’impraticabilità per veder sfumare un sogno. Tutta questione di dettagli che anno dopo anno cercheremo di perfezionare”. Nuovo obiettivo bianconero. 
autore / Lucia Bigozzi
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