Renzi, prove tecniche di pace con i giudici: "Mi fido di loro". L'incontro Grasso-Davigo

12 maggio 2016 ore 8:51, Micaela Del Monte
E' uno di quei giochi di parole che tanto piacciono a Matteo Renzi e sono oggetto dell'ironia di Maurizio Crozza: "Serve giustizia e non giustizialismo". Così il premier a Porta a Porta, sul rapporto politica-giustizia. "Serve un sistema di garanzia: se arriva un avviso di garanzia, tutti dobbiamo ricordare che si è innocenti fino a sentenza passata in giudicato. Tutto qui il resto è una discussione autoreferenziale a cui non partecipo". Il presidente del Consiglio dopo gli attacchi degli ultimi mesi alla magistratura sceglie di abbassare i toni e va alla ricerca della pace pur tirando diritto sulla riforma: "Io mi fido dei giudici italiani, i giudici possono dire la loro su tutto non solo sulla riforma ma credo che il punto chiave del rapporto politica-giustizia sia di arrivare finalmente ad un limite che è stato superato in passato, più per responsabilità della politica, cioè di considerare l'avviso di garanzia una sentenza", ha spiegato il premier. Se ci sarà lo spazio per trovare un accordo sulla prescrizione benissimo, pronti a farlo ma il problema è quanto occorre per andare dalle indagini al processo, ci sono termini che a volte non vengono rispettati". Renzi si è soffermato anche sulla polemica riguardo il voto dei magistrati al referendum costituzionale, "votino quel che vogliono al referendum è un loro diritto. Noi vogliamo le sentenze e non gli articoli sui giornali. I giornalisti non sono la verità, i giudici sì".

Renzi, prove tecniche di pace con i giudici: 'Mi fido di loro'. L'incontro Grasso-Davigo
Linea morbida anche per presidente dell'Anm Piercamillo Davigo: "La questione del rispetto da parte della politica verso i giudici mi sembra che sia migliorata negli ultimi giorni - ha detto al termine di un incontro "molto cordiale" con il presidente del Senato Pietro Grasso. "I magistrati, parlo a nome della magistratura associata, sono assolutamente disponibili ad una collaborazione con i poteri dello Stato ma a patto di una condizione preliminare ineliminabile: il rispetto". Sulla stessa lunghezza d'onda il presidente del Senato Pietro Grasso: "La dialettica e la libertà di espressione sono patrimoni della nostra democrazia che dobbiamo difendere e tutelare. La riforma della giustizia è un problema complesso ed è forse l'ora di metterci mano non solo attraverso leggi e il miglioramento dell'organizzazione giudiziaria ma soprattutto attraverso risorse materiali e umane di cui la giustizia ha tanto bisogno. Sotto questo aspetto non posso che avere comunanza di vedute e interessi con l'Anm".
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