Italicum, Russo (Pd): “Il Pd non può snaturarsi per Berlusconi. I conti di Letta tornano, quelli di Renzi…”

12 marzo 2014 ore 16:02, Lucia Bigozzi
Italicum, Russo (Pd): “Il Pd non può snaturarsi per Berlusconi. I conti di Letta tornano, quelli di Renzi…”
Quote rosa, preferenze, soglie e conflitto di interessi. Tutto quello che la Camera ha bocciato (seppure tra il fuoco di fila dei franchi tiratori dem) consolidando il patto Renzi-Berlusconi, sarà riproposto al Senato. Il senatore Francesco Russo (lettiano) a Intelligonews è pronto a riprovarci insieme ad altri colleghi “per migliorare un testo che presenta una serie di falle tecniche e politiche”. Nessun tiro al ‘piccione’-Renzi, ma è altrettanto vero che “il Pd non può snaturarsi per le esigenze interne di Berlusconi”. Sulle misure economiche difende i conti di Letta e su quelli di Renzi…
Senatore Russo, sull’Italicum il Pd si è spaccato e ieri l’emendamento sulle preferenze non è passato per soli 20 voti. Franchi tiratori scatenati, siamo al tiro al “piccione” Renzi? «Nessun tiro al piccione. Anzitutto una valutazione sul fatto che ci si sta sforzando di segnalare agli italiani come in parlamento su una questione così importante come la legge elettorale si facciano passi in avanti. Dopodichè ricordo che con 25 senatori e in maniera trasversale rispetto alle aree di provenienza, abbiamo condiviso un documento segnalando alcune criticità emerse nei lavori legati alla rappresentanza di genere, le preferenze e il conflitto di interessi. Siamo abbastanza convinti che ci siano le condizioni per migliorare la legge nel passaggio che farà qui da noi». Tradotto vuol dire che riproporrete al Senato i temi bocciati alla Camera? «Questi temi verranno riproposti da colleghi dei vari schieramenti. Sulla parità di genere sono abbastanza sereno perché immagino che non essendoci al Senato il voto segreto e avendo lasciati ai principali gruppi libertà di coscienza, credo che – conoscendo anche i colleghi – nessuno vorrà intestarsi l’affossamento ulteriore, mi pare che il clima sia positivo». Sulle preferenze, uno dei cardini del patto Renzi-Berlusconi, per voi è un punto imprescindibile? «Non so se sarà quello lo strumento che si sceglierà ma sicuramente non solo fra i parlamentari ma anche nella base e nel popolo di centrosinistra e non, credo che il tema di restituire ai cittadini la scelta dei loro rappresentanti sia il motivo per il quale il Porcellum è stato maggiormente criticato. Oggi appare incomprensibile che la nuova legge riproponga le liste bloccate; ci sono altre soluzioni tecniche quali ad esempio le primarie per legge…». Bocciate pure quelle alla Camera… «Penso che si potranno fare dei ragionamenti politici. Credo che prima della legge elettorale si procederà con l’analisi del testo di riforma del Senato perché aver scisso l’Italicum solo per la Camera mette una pregiudiziale prima della modifica del Senato». Come chiede l’emendamento dei senatori Pd D’Attorre e Lauricella? «Avremo un po’ di settimane e aumenterà la sensibilità rispetto a questo tema anche alla luce di eventuali rilievi costituzionali che la Consulta potrebbe fare ad esempio sulle soglie di sbarramento». Se perfino le soglie verranno riviste al Senato significa in pratica che vi state preparando a riscrivere ex novo l’Italicum rispetto a quanto fissato nel patto Renzi-Berlusconi? «L’obiettivo non è fare una legge ma fare una buona legge. L’Italicum così com’è rischia di avere una serie di falle tecniche e politiche. Nel documento dei 25 senatori Pd che abbiamo presentato ci sono le firme anche di colleghi che hanno votato per Renzi al congresso. Le riforme vanno fatte con una maggioranza quanto più larga, ma è chiaro che il Pd non può neppure rinunciare a cuor leggero ad alcuni capisaldi, anche statutari, per venire incontro alle esigenze interne di Berlusconi. Penso al tema della parità di genere che ha creato una rivolta dei parlamentari uomini di Fi; a me questo interessa poco, mi interessa favorire la più ampia partecipazione delle donne alla vita politica». Sì, ma quello che lei sta sostenendo di fatto cancella il patto Renzi-Berlusconi. E se dovesse saltare che succede? «Berlusconi è un grande giocatore di poker, politicamente parlando, e non credo che lui stesso abbia interesse a far saltare il tavolo. Sa perfettamente che su alcune partite non può chiedere di snaturarsi». Quello uscito dalla Camera è un segnale politico del Pd parlamentare alla segreteria Renzi? «Noi prendiamo il buono della segreteria Renzi nella misura in cui ci stimola tutti a dare risposte quanto più veloci, contemporaneamente segnaliamo che bisogna non solo fare ma fare bene. In parlamento ci sono competenze importanti su alcuni errori che per eccesso di velocità o per il fatto di confidare solo sull’asse con Berlusconi, magari si rischia di compiere. Noi facciamo il gioco del Pd e questo aiuta anche Renzi a sedersi al tavolo con Berlusconi forte di una posizione anche critica ma costruttiva, nel suo partito. Si gioca alla luce del sole, con la volontà di fare meglio. Alla Camera si sono create sacche di insoddisfazione che cercheremo di sanare con proposte nel merito. Non c’è alcuna voglia di fare imboscate, non c’è alcun retroscena, ma nel merito ci faremo valere al Senato». Oggi Renzi presenta le misure economiche tanto attese. Lei cosa si aspetta e soprattutto: i conti tornano? «Io so che un po’ di risorse immaginate dal governo Letta erano disponibili nella primavera per effetto di una serie di azioni e il fatto che Renzi ci stia lavorando significa che i conti erano discretamente a posto. Non so se ci sono già le coperture finanziarie per gli importanti impegni annunciati dal premier; cioè i 10 miliardi di cui sento parlare. Può essere che oggi il Cdm individui una direzione di marcia ma che non abbia la totale disponibilità finanziaria; tuttavia aspetto come lei di capire quali saranno gli esiti».
autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
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