Vita da porci, ecco cosa (e chi) mangiamo

12 marzo 2014 ore 15:09, Orietta Giorgio
Vita da porci, ecco cosa (e chi) mangiamo
Salumi, insaccati, fettine di maiale. Arrivano nei nostri piatti come alimenti buoni. Ciò che stiamo per mangiare, prima di essere “commestibile”, era un animale vivo. Siamo davvero informati su come vengono trattati ed alimentati prima di essere uccisi e di diventare cibo? La problematica non è solo morale o etica. Il programma Presa diretta, il 1o marzo ha dedicato una puntata alla “mafia della carne”. La Germania, il più grande esportatore di carne di maiale, ha numerosi allevamenti industriali dove gli animali vivono in luoghi talmente stretti da non riuscire a muoversi, le immagini viste sono scioccanti per chiunque, animalisti o no. A questi animali viene negato ogni diritto alla dignità che ogni essere vivente dovrebbe avere, tra l’altro vengono somministrati loro ormoni e antibiotici che ovviamente verranno assorbiti dalle persone che mangeranno la loro carne. I maiali, che non amano lo sporco come comunemente si pensa, sono costretti a vivere quasi immobili sui loro stessi escrementi, in gabbie piccolissime. Spesso “impazziscono”, le patologie psicologiche e organiche di questi animali sfruttati sono innumerevoli. Sono circa 1000 i suini uccisi ogni giorno. Anche in Italia gli allevamenti intensivi non sono da meno, gli animali vivono uno sopra l'altro, menomati ancora cuccioli e privati di ogni istinto naturale. Nessuna tutela quindi. Né per le persone né per gli animali. Altro che “mucca pazza”, anche i maiali diventano pazzi e noi con loro. “Sei ciò che mangi” diceva Feuerbach (un filosofo tedesco…). Uno studio dell’AIRC e del progetto EPIC parla chiaro riguardo alla relazione che c’è tra alcuni tipi di tumori e il consumo di carne (non solo di maiale). I dati si riferiscono a oltre 320.000 donne di diversi Paesi europei: la carne lavorata (insaccati, carne in scatola) sembra accrescere il rischio delle donne di ammalarsi di carcinoma mammario, mentre alcuni tipi di tumore, come quello del colon, sono in stretta relazione con il consumo di carne. A questo punto, vegetariani o no, dobbiamo richiedere, ed ottenere, una tutela che sia ragionevole.
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