Lo spread scende ancora: 88 punti

12 marzo 2015, Andrea Barcariol
Lo spread scende ancora: 88 punti
Lo spread non è più un incubo per gli italiani. Salito agli onori della cronaca nel 2011, quando toccò quota 574 e sceso sotto il governo Monti intorno a 220, ora il differenziale tra il Btp a 10 anni e il Bund tedesco si è attestato sui 90 punti base (quota 88).


Un risultato che non si raggiungeva da maggio 2010 e che fa ben sperare in vista di una ripresa economica. Il tasso di rendimento dei nostri titoli a 10 anni cala di conseguenza all’1,08%, segnando un nuovo minimo storico. La diminuzione è stata causata principalmente dall’operazione voluta dal governatore della Bce Mario Draghi, il Quantitative easing (l’acquisto massiccio di titoli di Stato dei Paesi dell’Eurozona da parte della Banca centrale europea) che ha provocato anche un nuovo sorpasso del Btp rispetto ai Bonos spagnoli che vedono il differenziale a 91 punti con un rendimento dell’1,11%.


“La reazione riscontrata sui mercati all'avvio del piano di allentamento quantitativo varato lunedì dalla Bce dimostra che il piano di acquisti funziona – ha sottolineato Mario Draghi - La ripresa economica può gradualmente ampliarsi e probabilmente rafforzarsi, riusciremo a stabilizzare le attese dell'inflazione".
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