Gender negli asili a Trieste, c'è il dietrofront: vincono bambini e loro intimità

12 marzo 2015, Marta Moriconi
Gender negli asili a Trieste, c'è il dietrofront: vincono bambini e loro intimità
All'inizio ad alzare subito i toni contro il "Gioco del Rispetto-Pari e Dispari" erano stati, insospettabilmente, il leader leghista Matteo Salvini e Simone Di Stefano di CasaPound insieme a numerosi genitori interessati. 



Il tweet del primo chiedeva di non stravolgere bimbi e bimbe e il secondo gli dava manforte. Poi le polemiche non sono mancate. I No si son fatti sentire uno dietro l'altro e molti li abbiamo raccolti proprio noi insieme all'opinione di chi si allineava al progetto "educativo" previsto per bimbi dell'asilo: nostre le interviste al portavoce della Manif Pour Tous Italia Filippo Savarese, al dem triestino Francesco Russo, al leghista Massimiliano Fedriga, alla deputata del Pd Michela Marzano e a Vladimir Luxuria.



La tesi era: i bambini impareranno scambiando vestiti, i ruoli di genere, e toccandosi il cuore a rispettare l'altro come non diverso da sé; l'antitesi diceva che si trattava di fare ideologia del sesso all'asilo, a proposito c'è stato un editoriale del nostro direttore Fabio Torriero, e che si trattava di un gioco sulla pelle dei bambini. 



E sembra proprio che abbia vinto l'antitesi, quella minoranza culturale in Italia ma maggioranza di popolo, che non voleva che si facessero giocare i bambini secondo le "tracce" previste nelle linee guida del corso. 



Insomma non si giocherà così nella scuola d'infanzia "I Cuccioli", che Il Giornale descrive come il primo asilo che avrebbe dovuto applicare il «gioco del rispetto», riportando anche la dichiarazione della coordinatrice: «Dopo aver letto le linee guida e partecipato ai corsi di formazione abbiamo deciso di fare, eventualmente e con il consenso dei genitori due soli giochi, il Memory dei mestieri e la fiaba Red and blue, che ci sembrano rispecchiare la nostra impostazione con i bambini. Gli altri no, neppure in futuro».



Quella che si sente un'elite culturale moderna e avanzata (come un macchina appunto, ma siamo uomini) si è arresa dunque al becerume dei tanti "operai" quotidiani, con quella stramba mentalità arretrata che esclude ogni intromissione nell'intimità dei bambini, che deve essere rispettata sempre anche dai genitori, figurarsi dagli estranei "ideologici". 

 
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