Gender in asili a Trieste, Meluzzi: “Idea di ebeti, non conoscono psiche umana. Cos'è l’identità sessuale”

12 marzo 2015, Andrea Barcariol
Lo psichiatra Alessandro Meluzzi, raggiunto da IntelligoNews, non usa giri di parole per criticare aspramente
Gender in asili a Trieste, Meluzzi: “Idea di ebeti, non conoscono psiche umana. Cos'è l’identità sessuale”

i “giochi gender”, progetto del Comune di Trieste proposto in 45 scuole dell’infanzia e finanziato dalla Regione con l’obiettivo di contrastare gli stereotipi di genere.


“Giochi gender” negli asili di Trieste. Che idea si è fatto della vicenda?



«E’ un’assoluta stupidaggine sotto tutti i punti di vista. Chi l’ha pensata ha un’idea sgangherata del funzionamento della psiche umana. Più che alla categoria delle bestemmie appartiene alla categoria delle stronzate».


In un articolo sul Corriere della Sera Susanna Tamaro sostiene che non sono le scuole a dover fare educazione sessuale ma le famiglie. E’ d’accordo?


«Alcune materie fanno parte del programma di scienze, anatomia, fisiologia, se parliamo invece di quella materia a metà strada tra l’educazione sessuale e l’educazione sentimentale non può che essere appannaggio della famiglia. Quando dalla scuola vengono sollevate delle curiosità può essere compito degli insegnanti darvi delle risposte, ma pensare di far travestire maschi da femmine e femmine da maschi, per sperimentare emozioni di genere, mi sembra un’idea partorita dalla mente di un ebete».


Si parte dal presupposto che l’identità sessuale dipenda dal tipo di approccio culturale.


«L’identità sessuale scaturisce da una quantità di fattori: culturali, identitari, simbolici, linguistici che hanno a che vedere con il funzionamento complessivo della vita, ma pensare che debba essere fatto una sorta di rito iniziatico, basato sul travestimento nel sesso opposto, è un’idea che non esiste in nessuna società. Si parte da un’ideologia, in questo caso quella gender: uno non è del sesso che è ma è del sesso che ritiene di essere. Tutto ciò può anche essere vero per chi lo vive, ma pensare che questa esperienza debba essere condivisa anche da coloro che ritengono di avere una loro identità sessuale è una forzatura spaventosa, soprattutto perché fatta da adulti su bambini e non nasce da un loro gioco spontaneo».


Non crede che i bambini abbiano bisogno di un proprio percorso sessuale?


«Questo è quello che è da sempre avvenuto nel mondo, bambini sono cresciuti esplorandosi, conoscendosi, giocando, trasgredendo alle regole, non si può ridurre tutto a questa caricatura di lezione di travestitismo».


Dopo le polemiche alcune scuole stanno già facendo retromarcia.


«Meno male anche perché avrebbero provocato un’insurrezione, non solo dei cattolici, ma di qualunque persona dotata di buon senso. Il mio consiglio è quello di cominciare a insegnare le tabelline, sarebbe già un’opera meritoria, invece di insegnare ai bambini a travestirsi».

caricamento in corso...
caricamento in corso...
[Template ADV/Publy/article_bottom_right not found]