Coldiretti alza l'allarme: 5000 di ristoranti in mano alle mafie

12 marzo 2015, intelligo
Coldiretti alza l'allarme: 5000 di ristoranti in mano alle mafie
Sarebbero almeno 5.000 i locali della ristorazione nelle mani della mafia e della criminalità in Italia. La Coldiretti ha lanciato un allarme che fa venire la pelle d'oca: "Dai campi alla tavola le agromafie fatturano in Italia un importo di 15,4 miliardi in crescita del 10% in un anno perché si tratta di attività appetibili anche in tempi di crisi: del cibo si ha comunque bisogno e questo consente di infiltrarsi nel cuore della società".


Questo significa che loro sono ricche, e noi sempre più poveri e non competitivi perché la criminalità organizzata riesce addirittura a possedere franchising. 
"Attività - spiega Coldiretti - che aprono in breve tempo decine di filiali in diversi paesi del mondo" come è emerso dal terzo Rapporto Agromafie elaborato da Coldiretti, Eurispes, e Osservatorio sulla criminalità nell'agricoltura e sul sistema agroalimentare.  


Sporco e pulito si mischiano e uno nasconde l'altro avvalendosi della strategia del doppio forno, e assicurandosi così la possibilità di sopravvivere.


Il "gioco" secondo la Coldiretti funziona così: acquisendo e gestendo direttamente o indirettamente gli esercizi ristorativi le organizzazioni criminali hanno anche la possibilità di rispondere facilmente ad una delle necessità più pressanti: riciclare il denaro frutto delle attività illecite.


L'acquisizione e la costituzione di aziende agricole interessa a Cosa Nostra insieme alla grande distribuzione alimentare (centri commerciali e supermercati) mentre la camorra punta a  tutto il settore agroalimentare ed alla ristorazione in modo specifico, la 'Ndrangheta, per infiltrarsi nel comparto agroalimentare, sfrutta in particolar modo le connivenze all'interno della Pubblica amministrazione. 


Ristoranti di facciata insomma e vocazione a colonizzare sono due caratteristiche dei tempi. 
 
Occhio alla mimetizzazione dunque. 

(ma.mo) 
autore / intelligo
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