Dolce & Gabbana contro matrimoni gay: i precedenti. E Sel: "Idioti"

12 marzo 2015, Adriano Scianca
Dolce & Gabbana contro matrimoni gay: i precedenti. E Sel: 'Idioti'
Che l'opposizione ai matrimoni gay, alle adozioni per le coppie omosessuali, all'utero in affitto etc sia roba per eterosessuali bigotti e omofobi è un luogo comune duro a morire. A sfatarlo ci hanno pensato, in una recente intervista a Panorama, Dolce & Gabbana, la coppia artistica e professionale più famosa del mondo della moda. 


Alla domanda su cosa significhi, per loro, la famiglia, Dolce risponde: "Non l'abbiamo inventata mica noi la famiglia. L'ha resa icona la Sacra famiglia, ma non c'è religione, non c'è stato sociale che tenga: tu nasci e hai un padre e una madre. O almeno dovrebbe essere così, per questo non mi convincono quelli che io chiamo figli della chimica, i bambini sintetici. Uteri in affitto, semi scelti da un catalogo. E poi vai a spiegare a questi bambini chi è la madre. Procreare deve essere un atto d'amore, oggi neanche gli psichiatri sono pronti ad affrontare gli effetti di queste sperimentazioni". 


Alla domanda gli stilisti avrebbero voluto essere padri, Gabbana risponde di sì, ma Dolce spiega: "Sono gay, non posso avere un figlio. Credo che non si possa avere tutto dalla vita, se non c'è vuol dire che non ci deve essere. È anche bello privarsi di qualcosa. La vita ha un suo percorso naturale, ci sono cose che non vanno modificate. E una di queste è la famiglia”. 


Per gli stilisti, del resto, non si tratta certo di una presa di posizione nuova. Già nel 2000, in un'intervista a Repubblica, Dolce & Gabbana avevano espresso tesi piuttosto eterodosse rispetto al pensiero unico. 


Prima avevano attaccato il Gay pride, che, secondo Stefano Gabbana, “perpetua l'idea che essere gay voglia dire sculettare e andare in giro coperti di piume e truccati, perché anche i media tra migliaia di persone in jeans e maglietta, vestiti come tutti, vanno a cercare solo gli estremi, le carnevalate. Poi la gente dice, ecco come sono i finocchi e insomma è una cosa deleteria, non vera. Sono eventi che trasformano in spettacolo una condizione troppo seria, che riguarda la vita di tanta gente, e a noi non piace”. 


Domenico Dolce aveva aggiunto: “E poi perché farlo proprio a Roma, contro la volontà della Chiesa? Non era meglio esercitare un vero orgoglio, dire, non ci volete, bene, non è della vetrina del Giubileo che abbiamo bisogno, ce ne andiamo da un'altra parte, in pace con tutti”. 


E sempre sul matrimonio omosessuale, le tesi di Dolce erano state molto precise: “Siamo contro il matrimonio gay, pensiamo che ci si debba sposare in Chiesa e formare una famiglia tradizionale composta da un uomo e da una donna. Allo stesso modo non ci piace l'idea di una coppia gay che in qualche modo fa nascere un figlio, perché i bambini hanno bisogno per crescere di regole certe, di un padre e di una madre senza confusione di ruoli. Al massimo se si potesse in Italia come in Francia, potremmo iscriverci nell'elenco delle unioni civili”.


Tutto risolto, quindi. Il mito per cui chi dissente da certi argomenti è solo un omofobo è sepolto per sempre? Macché. Così ha reagito la pagina ufficiale di Sinistra ecologia e libertà: 


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