Rapporto Panzeri, Zan (Pd): “Unioni civili sono diritti umani. Renzi non teme rigurgiti medievali"

12 marzo 2015, Lucia Bigozzi
“Il Parlamento europeo oggi ha ratificato un concetto: i diritti civili sono prima di tutto diritti umani”. Premessa che Alessandro Zan, deputato dem, tiene a evidenziare nella conversazione con Intelligonews sul disco verde di Strasburgo al Rapporto Panzeri. E alla collega di partito Patrizia Toia, capodelegazione europeo, che si è astenuta non risparmia stoccate: “I teodem non vogliono i diritti civili, ma Renzi non ha paura dei rigurgiti medievali che a volte ritornano”…


Come commenta il sì di Strasburgo al rapporto Panzeri?

«Il Parlamento europeo ha, di fatto, ratificato un concetto che ormai è dentro la materia giuridica europea, ovvero: i diritti civili sono prima di tutto diritti umani. Uso un paragone banale per spiegare il senso del mio ragionamento: è come se io dicessi a una persona che ha i capelli rossi che non si può sposare mentre uno con i capelli biondi lo può fare. La persona coi capelli rossi dice: e perché io no e lui sì? Siamo entrambi esseri umani. Dico questo per dire che l’orientamento sessuale e dunque anche l’omosessualità non è una scelta ma una condizione in cui si nasce. Ho i capelli rossi, sono gay, ma amo anch’io, pago le tasse anch’io e anch’io sono un essere umano, tanto per usare lo stesso esempio. Ecco che allora il tema delle unioni civili non è un vezzo. E siccome una persona non vive sotto una campana di vetro ma ha relazioni e affetti, impedire che questi siano dentro un progetto di vita riconosciuto socialmente è una violazione dei diritti umani. Le persone, in quanto esseri umani, hanno dei sentimenti, amano e vogliono costruire una famiglia. Non vedo perché si dovrebbe applicare un trattamento diverso per le persone dello stesso sesso magari perché si motiva sostenendo che non possono generare figli, rispetto a coppie eterosessuali che non possono avere figli o non ne vogliono ma non per questo lo Stato gli dice no, voi non vi dovete sposare».

Patrizia Toia, capo delegazione del Pd a Strasburgo si è astenuta sul punto relativo alle unioni civili spiegando di aver trovato la formulazione “troppo squilibrata sulla parità tra unioni civili e matrimonio” e che comunque non scomoderebbe il concetto dei diritti umani. Cosa risponde alla sua collega di partito?

«La Toia fa parte dei Teodem, quella piccola componente minoritaria che non vuole i diritti civili e che ragiona più o meno così: siccome ci sono due poveri cristi siccome sono omosessuali, poverini, li compatiamo, ma andassero dal notaio a regolare le loro cose. Questo è inaccettabile e questa è una componente minoritaria che sicuramente e per fortuna, non decide la linea del partito. Tra la Toia e Alfano non vedo grandi differenze».


Ma è la componente cattolica darà battaglia nel Pd sulla proposta di Renzi e in Aula potrebbero esserci convergenze parallele con altri cattolici: da Ncd a Fi passando per la Lega. Cosa risponde?


«I teodem faranno il diavolo a quattro ma credo che i punti decisi dal Pd restano tali e quali. Oltretutto proprio lunedì avremo una riunione del partito dedicata al tema dei diritti civili. Renzi ha detto che la proposta delle unioni civili alla tedesca è quella del partito, l’ha ribadito più volte e ci ha messo la faccia. Anche Blair nel partito laburista ha avuto resistenze ma è andato avanti e penso proprio che Renzi farà altrettanto e che non avrà certo paura di questi rigurgiti medievali che a volte ritornano. Insisto su un punto…».


Quale?


«Siccome l’orientamento sessuale è una condizione innata dell’uomo, sia eterosessuale che omosessuale, ci devono essere uguali diritti per entrambi. Ormai la Corte Costituzionale è piena di sentenze che dicono che non vi possono essere disparità di trattamento perché stiamo parlando di essere umani con gli stessi diritti. Ora: non lo vogliamo chiamare matrimonio? Mah, non è che mi faccia impazzire, ma è meglio di niente, purchè i contenuti dell’istituto giuridico prevedano gli stessi diritti riconosciuti alle coppie sposate. La proposta di Renzi sulle unioni civili alla tedesca è una mediazione alta e positiva perché non crea cittadini di serie B e dà una risposta moderna a una discriminazione diventata ormai insopportabile. Con buona pace della Toia».
autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
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