Meluzzi: «Baby prostitute figlie dell’idolatria e dell’auto-commercio. La questione è legata alle madri»

12 novembre 2013 ore 14:13, Marta Moriconi
Meluzzi: «Baby prostitute figlie dell’idolatria e dell’auto-commercio. La questione è legata alle madri»
Lo psicoterapeuta, Alessandro Meluzzi riflette sul fenomeno della baby prostituzione e a IntelligoNews dichiara: «Non si può attribuire questa situazione solo agli ultimi venti di storia».  E parla della «verginità delle figlie una volta tutelata», che ha lasciato il posto ad un concetto di femminilità come «acquisizione di potere sugli altri»… Come è cambiato il mondo degli adolescenti e come può aver influito, questo, sullo scandalo della baby prostituzione? «E’ cambiato nel senso che è aumentata molto l’autonomia. Direi che nell’immaturità c’è una miscela di candore e fragilità, ma anche di astuzia. Mix dovuto al fatto che c’è un bombardamento di informazioni che rende queste adolescenti tutt’altro che ingenue. Non è una grande novità questa nella storia dell’umanità, noi oggi siamo abituati a percepire il concetto di maggiore o minore età come un confine assoluto. Però le zone della personalità si sviluppano e diventano autonome in territori e in momenti diversi. Queste ragazzine non hanno, è vero, una maturità sentimentale ma è ridicolo dire che abbiano una totale inconsapevolezza di natura coscienziale. E’ una realtà piena di chiari e scuri, ma dire questo non deve servire ad assolvere gli adulti dalle loro colpe e neanche a santificare come integrali vittime e persone che hanno la loro parte di responsabilità». Ma si può parlare di una vera e propria prostituzione? «Perché no? Chi vende il proprio corpo si prostituisce». Ma come considerare il fatto che siano minori e quindi giuridicamente incapaci? «L’incapacità giuridica viene sempre definita nello specifico e caso per caso, vale anche per l’omicidio del minore. Al di sotto dei 14 anni c’è una totale maturità psicologica, al di sopra di quell’età deve essere valutata diversamente, perfino nel caso di violenza sessuale. Un rapporto sessuale con un bambino entro i 14 anni è sempre un reato, tra i 14 e 16 va dimostrato tutto, oltre i 16 va dimostrato il contrario». E cosa pensa della questione che queste baby prostitute, salite agli onori della cronache, vengano da famiglie benestanti? La stupisce? «Non mi stupisce. Viviamo in un’epoca contrassegnata da una totale idolatria di tutto ciò che è materiale, simbolico. E direi anche che se c’è qualcosa di rilevante è il fatto che si sia passati dall’uso del corpo, in cui le mamme preservavano la verginità delle figlie, al problema di un’acquisizione di potere sugli altri, per avere vantaggi economici, consenso e tanti followers su Twitter e amici su Facebook. “Se non sono una figa, sono una sfigata” è il concetto che regna oggi». La Bruzzone, da IntelligoNews, ha parlato dei modelli che ha trasferito la politica, attaccandoli. «Dai tempi dell’Impero Romano la politica ha sempre trasferito modelli sbagliati. Era la famiglia, che di solito presiedeva la situazione. Si sapeva che agli uomini piacciono le donne giovani e leggiadre e i padri e le madri avevano nei confronti del problema un certo meccanismo di educazione e di tutela. Insomma, in passato ci si preoccupava delle virtù delle proprie figlie, ed è successo per venti secoli. C’era l’onore familiare. Ora, nel momento in viene meno la famiglia, e quindi l’esempio delle madri e la presenza dei padri, è chiaro che questa nuova visione del mondo trova spazio. Senza questo siamo in balia degli eventi. E non si può attribuire questa situazione solo agli ultimi venti di storia». Una delle madri di queste “bambine cresciute”, sperava piuttosto che la figlia spacciasse. E’ normale? «Pensare che avere una figlia tossicodipendente che spaccia sia meno grave che avere una figlia prostituta è un segno. Credo che la questione sia davvero molto legata al mondo della madri. Come dire avere perso questo punto di riferimento essenziale, che è quello di imparare da lei un certo rapporto con la femminilità e con il corpo, è una delle cause di questa situazione. Dal tracollo della famiglia e dei suoi valori sono venuti meno gli ultimi veri argini che potevano contenere un tipo di società del genere».  
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