Eutanasia a bambini malformati. Ecco come il Belgio pensa di modificare il concetto di vita

12 novembre 2013 ore 15:00, Americo Mascarucci
Eutanasia a bambini malformati. Ecco come il Belgio pensa di modificare il concetto di vita
«Vogliamo rimarcare la nostra opposizione a queste estensioni ed esprimiamo la nostra viva inquietudine di fronte al rischio di banalizzazione crescente di una realtà tanto grave». La dichiarazione reca la firma di monsignor André-Joseph Léonard, presidente della Conferenza episcopale belga, del metropolita greco-ortodosso Panteleimon Kontogiannis, del responsabile del Comitato centrale della Chiesa Anglicana in Belgio Robert Innes, del rappresentante del Sinodo federale delle chiese protestanti ed evangeliche Geert Lorein, del Gran Rabbino di Bruxelles Albert Guigui e del presidente dell’Esecutivo dei Musulmani in Belgio Semsettin Ugurlu. Il parlamento belga sta discutendo di estendere l’eutanasia ai bimbi malformati e alle persone dementi, in base al principio che in questa maniera si eviterebbero sofferenze ai malati ed ai familiari. A supportare la proposta di legge sull’estensione diverse personalità del mondo della scienza, fra cui eminenti pediatri. Noi di Intelligonews, già nei mesi scorsi, abbiamo criticato questa deriva relativista che sta investendo l’Europa, destinata a modificare inevitabilmente il concetto stesso dell’esistenza umana. Non si può ritenere la vita meritevole di essere vissuta solamente quando si gode di ottima salute e non si è “di peso” agli altri. Assurdo pensare che un bambino malformato o un soggetto demente, possano essere trattati alla stessa stregua di un prodotto acquistato e subito buttato perché non corrispondente ai gusti e alle aspettative dell’acquirente. L’uomo non può sostituirsi a Dio, decretando la durata di un’esistenza e anticipando la morte con metodi artificiali. Un principio questo che sembra trovare d’accordo tutte le religioni, come dimostra la presa di posizione dei responsabili delle diverse fedi presenti in Belgio. Perché, al di là delle diverse convinzioni dottrinali, accettare l’eutanasia, per i minori come per gli adulti allo stato terminale, equivale a negare l’autorità che il Dio di Abramo, Isacco e Giacobbe, il Dio dei cristiani, degli ebrei e dei musulmani, esercita su ogni essere umano. L’autorità di far nascere, far vivere e far morire l’individuo. Estendere l’eutanasia equivale a banalizzare la vita stessa, negandone il valore alla radice e assegnandole lo stesso rispetto che si ha nei confronti di un qualsiasi bene di consumo “usa e getta”. In Belgio, la patria del cattolicissimo Baldovino, il sovrano che rinunciò per un giorno ad essere re pur di non firmare la legge sull’aborto approvata dal parlamento, socialisti e liberali, cioè i partiti più forti, sono d’accordo sulla proposta di estensione dell’eutanasia, quindi il via libera parlamentare appare scontato. Ad opporsi ci sono soltanto i cristiano democratici che si trovano però in netta minoranza.  Il fatto che una risoluta condanna sia giunta da parte di tutte le religioni sta a dimostrare come, l’eccesso di relativismo contenuto nelle legislazioni di diversi stati europei, stia diventando un’emergenza per le varie e diverse confessioni religiose. Anche perché, la proposta di legge in discussione, stabilisce di delegare ad una consulta di psicologici il compito di comprendere se il bambino desideri o meno di restare in vita. «Proporre che minori possano decidere della propria eutanasia, è un modo di falsare la loro capacità di giudizio e dunque la loro libertà. Proporre che persone dementi possano essere sottoposte a eutanasia è una negazione della loro dignità. Perché – scrivono le autorità religiose locali - l’eutanasia di persone fragili, bambini o persone dementi, è una contraddizione radicale della loro condizione di esseri umani. Non possiamo entrare in una logica che conduce a distruggere le fondamenta della società».
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