Lo chiamavano populista, ora Alfano come Salvini: "Pericolo terroristi nei barconi"

12 novembre 2015 ore 9:34, Americo Mascarucci
Il ministro dell’Interno Angelino Alfano lo ha dovuto ammettere senza troppi giri di parole: 
“Sul nesso tra i barconi e la minaccia terrorista, nessuno può considerarsi immune e sarebbe contro intuitivo escludere a priori il paese da questo rischio. Non si può escludere a priori l’esposizione a questa forma di rischio" ha dunque chiarito il Ministro. Massima vigilanza dunque sul campo della prevenzione: "Abbiamo effettuato decine di espulsioni di soggetti che si sono radicalizzati, abbiamo varato una normativa antiterrorismo molto efficace, abbiamo espulso imam in quattro casi spiegando che nel nostro Paese si può liberamente pregare ma non si può inneggiare all’odio e alla violenza, abbiamo separato chi prega da chi spara. Fin qui l’intelligence e la prevenzione hanno funzionato". 

Lo chiamavano populista, ora Alfano come Salvini: 'Pericolo terroristi nei barconi'
Dunque non tutti i profughi arrivano in Italia con le migliori intenzioni e nei barconi fra i disperati che fuggono dalle violenze, dalle guerre e dalle persecuzioni, è alto il pericolo che possano nascondersi anche pseudo terroristi pronti poi ad agire in Italia. Alfano ripete in sostanza ciò che tanti vanno predicando da mesi. Solo che, ogni volta che qualcuno ha fatto l’equazione profughi-terroristi ci si è indignati e il buonismo di maniera ha preso il sopravvento sulla ragionevolezza. Chi ha messo in guardia dal rischio di favorire attraverso gli sbarchi l’arrivo dei terroristi si è sentito tacciare di populismo nel migliore dei casi, di xenofobia o di razzismo nel peggiore. 

Oggi Alfano svela tutta l’ipocrisia del falso buonismo, il buonismo di quanti hanno sempre preferito nascondere la testa sotto la sabbia come gli struzzi pur di negare l’evidenza; e se è vero che non tutti i profughi sono terroristi è pur vero che sui barconi potrebbero infiltrarsi anche fondamentalisti islamici pericolosi e pronti a colpire nel nostro Paese che approfittano proprio della disperazione di tanti come grimaldello per raggiungere l'Europa senza essere scoperti.
Sarebbe in fondo così banale ammettere questa evidenza, se solo l’Italia non fosse il Paese dell’ipocrisia. E oggi Alfano di fronte alla minaccia terroristica con il Giubileo alle porte è costretto ad ammettere che questo rischio c’è. 

Insomma non bisogna necessariamente chiamarsi Salvini e avere in tasca la tessera del Carroccio per ritenere urgente una maggiore vigilanza e un controllo più accurato sui profughi che sbarcano sulle coste. Perché, diversamente da ciò che troppo a lungo si è fatto credere, l'umanità e la solidarietà verso i migranti non possono essere scisse dalle esigenze, forse prioritarie, di sicurezza del Paese.
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