Più intelligenza artificiale per tutti: Google apre TensorFlow, ma cosa cambia?

12 novembre 2015 ore 11:20, Andrea De Angelis
Più intelligenza artificiale per tutti: Google apre TensorFlow, ma cosa cambia?
Avevamo appena finito di dire che Google aveva aperto all'offline le sue mappe con la rivoluzionaria novità di Google Maps, che dobbiamo registrare una nuova, ennesima apertura di Big G che punta, probabilmente, a mostrarsi diverso rispetto ad altri rivali del mercato che, al contrario, tendono a chiudersi. Chi fa meglio? Il tempo lo dirà, intanto capiamo di cosa si tratta. 

TensorFlow è la piattaforma di machine learning di Google. Della serie: ci abbiamo capito meno di prima. Tradotto è la capacità dei computer di "capire" (le virgolette sono obbligatorie in questo caso) le informazioni che elaborano e di migliorare le loro prestazioni con il passare del tempo. Da oggi Google distribuisce le chiavi, rende open source queste tecnologie, cioè apre a tutti la sua intelligenza artificiale a cui potranno contribuire sviluppatori, ricercatori e ingegneri di tutto il mondo.
TensorFlow è uno strumento che consente di sfruttare gli algoritmi su una singola macchina e molte opzioni si basano proprio su questi calcoli: da Google Maps a Google Now, fino ad arrivare a Google Translate o ad alcune funzionalità di Gmail.

"Il 'machine learning' è ancora agli albori, non riesce a fare quello che un bambino di quattro anni. Abbiamo tanto lavoro da fare ma TensorFlow è un buon inizio e ci aiuterà a fare questo lavoro tutti insieme", spiega in una nota Sundar Pichai, amministratore delegato di Google. "Speriamo", aggiunge, "che la community che lavora sul machine leraning scambi idee più velocemente possibile per accelerare la ricerca". Parlando in termini concreti TensorFlow, che potrà girare su un computer così come uno smartphone o su un tablet, sarà il primo passo verso dispositivi potenziati dall'intelligenza artificiale, in grado di capire meglio e prima cosa desideriamo. 
"Solo un paio di anni fa non era possibile parlare a un’app di Google in mezzo al traffico cittadino, leggere un cartello stradale in russo utilizzando Google Translate o trovare immediatamente le immagini del vostro cagnolino in Google Photos", spiega Pichai. "Le nostre app non erano abbastanza evolute e intelligenti per fare tutto ciò, ma in pochissimo tempo sono migliorate moltissimo e, grazie al machine learning, oggi possiamo fare tutte queste cose molto più facilmente e spingerci anche oltre".
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