Legge Stabilità, SoS spiagge: maxisanatoria o risarcimento?

12 novembre 2015 ore 12:17, Luca Lippi
Legge Stabilità, SoS spiagge: maxisanatoria o risarcimento?
A firma del senatore Bruno Mancuso (Ap) un emendamento al ddl Stabilità una proroga della sanatoria per le concessioni demaniali marittime. La proposta di modifica prevede che "nelle more del riordino della materia" venga estesa di due anni la sanatoria sancita dalla manovra 2014, facendovi rientrare i procedimenti pendenti fino al 30 novembre 2015. "Fino al 31 dicembre 2016", si legge nel testo, "sono sospesi gli eventuali procedimenti amministrativi e i relativi effetti, avviati dalle amministrazioni competenti, concernenti il rilascio, la sospensione la revoca o la decadenza della concessione demaniale marittima derivanti dal mancato versamento del canone, nonche' i procedimenti amministrativi finalizzati alla devoluzione delle opere non amovibili". Fino alla stessa data i procedimenti amministrativi "non possono essere avviati a carico dei titolari di concessioni oggetto di definizione". All’emendamento si sono accodati anche Ncd e Forza Italia.

Di cosa si tratta? È l’allungamento della sanatoria sugli stabilimenti balneari colpiti da procedimenti amministrativi e criticità accessorie al mancato versamento dei canoni di concessione. Non è una sanatoria per come si può intendere generalizzando, riguarda solamente 200 stabilimenti (una piccolissima parte rispetto alle 25 mila concessioni totali in Italia), l’emendamento riguarda l’art 27 del ddl Stabilità, in caso di accoglimento dell’emendamento ci sarebbe l’ok per il blocco delle sospensioni, le revoche o decadenze delle concessioni demaniali marittime fino al 31 dicembre 2016. Il vice capogruppo di Area popolare alla Camera, Sergio Pizzolante dichiara: “L’emendamento presentato dal senatore Bruno Mancuso riguarda un nucleo ristrettissimo di stabilimenti balneari, circa 200 soggetti sull’orlo del fallimento, i cosiddetti ‘pertinenziali incamerati’, piccolissime imprese che con la legge finanziaria Prodi del 2006 si sono viste aumentare i canoni a centinaia di migliaia di euro l’anno, che con gli arretrati sono arrivati a milioni di euro”.

A cosa serve dunque la sanatoria a termine? Principalmente per non far fallire piccole imprese vittime della burocrazia e di un provvedimento restrittivo e sanzionatorio assai sproporzionato in relazione alla dimensione dell’attività. Il pericolo, oltre il fallimento delle imprese stesse, sarebbe anche la presumibile sentenza di condanna dei Tribunali Amministrativi Regionali che sicuramente si pronuncieranno a favore dei ricorrenti con l’accusa di eccesso di canone ai danni dello stato. A tale proposito aggiunge Pizzolante: “Se il governo non è ancora riuscito a fare la riforma non possiamo far fallire queste piccole imprese e quindi abbiamo chiesto uno slittamento di pochi mesi in attesa della riforma”.

autore / Luca Lippi
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